BRESCIA – Spiedo senza uccelli, raccolta firme di Fratelli d’Italia. “Ministro Martina conosce nostre tradizioni”

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“Oggi Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Brescia ha posto in essere le prime due azioni concrete per riportare piatti tipici della nostra storia, come ‘polenta e osei’ e lo ‘spiedo bresciano’, nei menù dei ristoranti italiani. Proprio da Brescia e della sua provincia, per poi estendersi alle zone che vorranno aderire alla nostra proposta, è partita una raccolta di firme mirata a modificare la legge sulla caccia. Poi ho annunciato l’invio di una lettera al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, nella quale chiedo formalmente, a lui e al Governo, di valutare ogni tipo di intervento mirato a colmare questa grande ingiustizia”.

Lo dice Viviana Beccalossi, assessore regionale della Lombardia e dirigente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, dopo aver partecipato a un’iniziativa della Coldiretti in Franciacorta, dove era invitato proprio il ministro Martina, e aver lanciato, questa mattina, da Desenzano del Garda, la petizione popolare che mira a modificare la legge nazionale sulla caccia. “In particolare – spiega – l’attenzione è puntata sulle novità introdotte nella normativa italiana che, recependo i diktat dell’Unione europea, vieta di vendere e acquistare uccelli vivi o morti appartenenti a tutte le specie viventi allo stato selvatico, tranne alcune eccezioni.

Credo che anche a Calcinate, città natale del ministro Martina, come del resto in tutta la provincia di Bergamo – aggiunge Viviana Beccalossi – questi piatti facciano parte della cultura e della storia di quei territori. E sono quindi certa che Martina sarà al nostro fianco in questa iniziativa, magari organizzando con noi una giornata di raccolta di firme nella sua Calcinate. Qui non si tratta di portare avanti battaglie animaliste o ambientaliste e di essere favorevoli o contrari alla caccia. In questo caso, si va oltre: questa è un’invasione di campo che va a stravolgere tradizioni millenarie. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – conclude Viviana Beccalossi – sarà in prima linea per difendere la nostra identità contro l’invasione dei kebab e il proliferare di ristoranti cinesi spesso al limite del rispetto delle regole igienico-sanitarie. Per questo rivolgo un appello ai rappresentanti politici e istituzionali di ogni livello affinchè pongano in essere azioni mirate a contrastare gli effetti di queste norme assurde”. Su Facebook, intanto, è stata attivata la pagina Salviamo lo spiedo e la nostra tradizione.

Intanto anche la Lega si muove: “Si allo spiedo e no al kebab” sarà questo lo slogan riportato sulle magliette dei consiglieri regionali della Lega Nord a sostegno della mobilitazione in difesa dello spiedo bresciano oggetto di interventi legislativi punitivi da parte del legislatore nazionale su input europeo. “Protesteremo e presenteremo una mozione con la quale chiederemo alla giunta di sostenere la mobilitazione dei ristoratori e dei sindaci in difesa di questa tipicità culinaria che per Brescia significa anche indotto economico, aiutandoli anche in tutte le azioni legali possibili” annuncia Fabio Rolfi. “L’unione europea è una gabbia che arriva anche a dirci cosa dobbiamo mangiare e cosa no. E’ una follia. Il governo Renzi deve fare retromarcia e difendere gli interessi della nostra gente e non le pippe ideologiche delle burocrazie europee”.