PROVAGLIO ISEO – Assemblea Coldiretti, made in Italy dopo Expo. Nitrati, 45 giorni per le aree

0

“Con oltre sei milioni di biglietti già venduti a sei mesi da Expo, non c’è dubbio che l’Esposizione Universale sarà un successo come evento fieristico, ma deve diventare un evento politico e fare in modo che i nostri prodotti agricoli di qualità, che sono più costosi, ma che hanno il vantaggio di essere più buoni, siano tutelati e difesi”. L’ha detto l’assessore all’Agricoltura della Lombardia Gianni Fava, intervenendo questo pomeriggio all’assemblea di Coldiretti Brescia sul tema “Il Made in Italy dopo Expo 2015”. All’incontro hanno preso parte, fra gli altri, i ministri delle Politiche agricole e dell’Ambiente Maurizio Martina e Gian Luca Galletti, il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, il presidente di Coldiretti Brescia e Lombardia Ettore Prandini, il nutrizionista Giorgio Calabrese e il presidente di Aib Brescia Marco Bonometti.

Per l’assessore Fava la missione innanzitutto è “spiegare a tutto il mondo la qualità delle nostre produzioni, che hanno costi più elevati ed Expo, con 143 Paesi e quattro delegazioni permanenti, rappresenta l’occasione ideale per spiegarlo anche all’Europa. Con 20 milioni di presenze e la portata dell’evento, non avremo più nei prossimi cinquant’anni l’occasione di parlare di cibo con tutto il mondo”. Ci sono questioni di fondo da risolvere. “Non so fino a che punto c’è una consapevolezza del valore del cibo – ha dichiarato Fava – perché nella nostra società, pur con i dibattiti e le trasmissioni televisive, è dato per scontato. Ma la realtà dei fatti è che produrre cibo di qualità oggi non conviene, perché i costi non vengono remunerati in modo equo, prevalentemente perché il cibo non è protetto”. Tracciabilità ed etichettatura sono due elementi decisivi, secondo Fava, “per contrastare la contraffazione e l’Italian sounding. Non basta produrre meglio di altri, dobbiamo fare in modo che quanto viene fatto sia riconoscibile”.

La partita si gioca a Bruxelles. “Con l’Europa abbiamo tante partite aperte – ha proseguito Fava – l’etichettatura è una di queste e se i primi a non credere alla certificazione sono i dirigenti europei, mi chiedo se ci conviene stare in Europa. Sono convinto di sì, ma con regole diverse”. “Incasso con soddisfazione i complimenti che Roberto Moncalvo ed Ettore Prandini, rispettivamente presidente nazionale e regionale della Coldiretti, mi hanno rivolto pubblicamente parlando, anche oggi, della legge sul consumo del suolo approvata dalla Regione”. Lo afferma Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo intervenendo all’assemblea della Coldiretti. “Le parole di Moncalvo e Prandini – aggiunge – confermano la bontà del nostro provvedimento e smentiscono gli allarmismi pretestuosi e non corrispondenti alla realtà, lanciati dall’opposizione e da alcune associazioni. Abbiamo approvato una legge che valorizza e tutela il suolo proprio come risorsa essenziale per le attività agricole.

L’agricoltura, infatti, rappresenta un’opportunità fondamentale per la nostra economia, soprattutto di fronte a una crisi sempre più forte del settore industriale e produttivo. La base di questa legge, che abbiamo fortemente voluto insieme al presidente Maroni – conclude Beccalossi – è quella di dire subito stop a nuove costruzioni, di ogni genere, sulle aree verdi della Lombardia e di considerare il suolo agricolo come una risorsa da difendere, preservandolo da eventuali visioni speculative”. “La direttiva sui nitrati va aggiornata, non è un totem, perché se fra sei mesi ci ritroveremo con più della metà delle aziende zootecniche fuori legge, poi chi lo produce il cibo?” ha detto ancora Gianni Fava. Sul tema della direttiva nitrati, ha ricordato il presidente di Coldiretti Brescia Ettore Prandini “Gianni Fava è stato uno dei protagonisti e ha giocato un ruolo chiave, insieme alla nostra organizzazione, per riaprire il tavolo”.

Questo pomeriggio, nella sede dell’azienda vitivinicola Barone Pizzini in Franciacorta, è stato firmato un protocollo che impegna i ministeri delle Politiche agricole e dell’Ambiente entro 45 giorni a dare mandato alle Regioni di rivedere le zone vulnerabili ai nitrati. A siglare l’accordo, i ministri Maurizio Martina e Gian Luca Galletti, il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo e l’assessore lombardo Fava. Il ministro Martina ha riconosciuto che sulla direttiva nitrati “per la prima volta abbiamo forzato le burocrazie, affermando il principio che la politica fa la politica, assumendosene le responsabilità”.