Da nuovo povero a nuovo recluso. Il ritorno di Damiano Rovizzi

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Lasciate che il Dottor Parnassus liberi la vostra immaginazione, trascendete le più alte vette della bellezza e fatevi trasportare in mondi che non avete mai sognato” – con queste parole Percy, nel film “The Imaginarium of Doctor Parnassus”, invita gli incauti spettatori ad entrare nella mente dello stregone. Una mente da cui i clienti, una volta dentro, non vogliono più uscire perché incantati dalla concretizzazione delle loro più profonde speranze … o paure.

Questa citazione fa da preambolo alla nuova avventura di Damiano, che in molti ricorderanno come il #nuovopovero, assurto alle cronache per aver vissuto per oltre 90 giorni con soli due euro quotidiani. Ed ora pronto a tornare alla ribalta. Già, perché Damiano non è certo il tipo che suole star fermo a lungo.

Vi spiego subito il mio nuovo progetto – ci racconta concitato – sono curioso di vedere e capire quanto può resistere il mio fisico e la mia mente … rinchiuso in una stanza di 10 metri quadri, completamente vuota!!! Senza niente! Nessun oggetto! La stanza è completamente bianca, creata con dei pannelli di legno verniciati!” In essa, il #nuovorecluso cercherà di restarci il più a lungo possibile, senza bere e senza mangiare, sino a quanto umanamente possibile. Per accertarsi delle sue condizioni, alcuni amici lo sorveglieranno (e riprenderanno) attraverso alcune fessure appositamente intagliate.

Il nuovo esperimento ha avuto inizio ieri sera, alle ore 22.00. Curiosi ed appassionati possono seguirlo sulla sua pagina facebook, in continuo aggiornamento.

Grande è la tentazione di fare di Damiano l’icona della disoccupazione e precarietà giovanile o del nichilismo imperante della società consumistica. Invece, bisogna dipingerlo per quello che è: un ragazzo che non si prende troppo sul serio, in equilibrio tra follia e genialità, a cui piace sicuramente mettersi in mostra, ma altrettanto mettersi in gioco.

Ed allora non resta che goderci, da spettatori, la sua nuova mirabolante avventura. Senza alcuna paura, perché tanto più matto di quello che è non può diventare.