MILANO – Risorse montagna, Girelli (Pd): “Regione taglia 10 milioni su 2015. Ma di quale macro regione parla?”

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“Il bilancio 2015 della Regione Lombardia lascia a secco gli investimenti per l’agricoltura di montagna e toglie 2 milioni di euro alle Comunità montane. E non per i mancati trasferimenti del Governo, come cerca di far credere la Lega: anzi, sono arrivati anche i soldi della Pac. Sono le scelte della politica di Maroni per la Lombardia”. Commenta così Gianantonio Girelli, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo l’approvazione dei documenti contabili in commissione Agricoltura.

“In generale, c’è un taglio sostanzioso sulla voce. Nel particolare, per quanto riguarda gli investimenti, cioè la voce in conto capitale – dice Girelli – a rimetterci è la montagna: viene azzerato il capitolo sullo sviluppo dell’agricoltura montana che nel 2014 contava su 3 milioni di euro. Stessa cosa per la salvaguardia e valorizzazione delle produzioni forestali che contava su 7 milioni e ora non esiste più. Azzerato anche il capitolo sul potenziamento dell’agricoltura in aree montane rispetto ai 350 mila euro precedenti. In tutto oltre 10 milioni tolti alla montagna. E le spese correnti dai 12 milioni del 2014 passano ai 10,5 del 2015”.

Colpa del Governo di Roma, hanno detto i leghisti in commissione, ma il Pd nega. “Anche qua contano i numeri: su un bilancio regionale di circa 24 miliardi di euro, sappiamo che il Governo ha tagliato 920 milioni, di cui 720 alla sanità. Sugli altri 200 ha deciso la Regione che ne ha tolti 150 al trasporto pubblico locale e 50 al resto. Quindi, quest’ultima non è una cifra sufficiente a giustificare l’accetta su tanti capitoli, montagna compresa. Il punto è che, come ha spiegato bene la dirigente delle Finanze, c’è stata la bella cifra di 150 milioni di euro di minori entrate – continua Girelli – e questo significa che stiamo parlando dei soldi che Maroni e la Lega hanno deciso di non introitare nel bilancio. Come? Ad esempio, non facendo pagare il bollo ai ciclomotori.

Legittima come scelta, ma pur sempre una scelta. Quindi, è inutile che oggi la giunta Maroni e i leghisti tentino di buttare la palla nel campo del Governo. Nonostante si riempiano la bocca con la parola montagna e si vantino di partecipare alla macro regione alpina, la loro decisione politica, di cui devono assumersi la responsabilità, è ben chiara: per la principale voce economica per quelle aree, cioè l’agricoltura e le produzioni forestali, non hanno voluto stanziare risorse”.