BRESCIA – 12 dicembre sciopero generale di Cgil e Uil. Pubblico e privato contro il “Jobs Act”

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Venerdì 12 dicembre tutti i settori del pubblico e privato della Cgil e Uil hanno proclamato uno sciopero generale contro il Jobs Act, le misure sul lavoro che si sta esaminando al Senato. “Il 12 dicembre scioperiamo perché le politiche del governo non hanno prodotto risultati tangibili: nessun contrasto alla crisi – scrive la Cgil – nessun sostegno all’economia reale, nessuna traccia di un vero piano di investimenti per la ripresa del sistema produttivo. Il 12 dicembre scioperiamo perché: il Jobs Act non risolve il problema del precariato “infinito” e senza tutele a cui sono sottoposte le giovani generazioni; non cancella le tantissime forme di contratto a termine e atipiche; non garantisce la stabilità del rapporto di lavoro alla fine dei tre anni.

Elimina di fatto l’art. 18 aumentando le possibilità di licenziare ingiustamente i lavoratori. La legge di stabilità continua a tagliare su Regioni ed Enti Locali con conseguenze dirette sui servizi ai cittadini. Nella pubblica amministrazione gli interventi normativi che avrebbero dovuto riformare le istituzioni (riforma Madia e Decreto Del Rio sulle provincie) rischiano invece di peggiorare i servizi e produrre esuberi come per le provincie, le camere di commercio e gli uffici territoriali dello stato.

Nel Pubblico Impiego la cancellazione di fatto del Contratto Nazionale, il blocco delle assunzioni e la forte limitazione alla contrattazione locale, insieme al blocco degli scatti di anzianità nella scuola e nell’università, nella ricerca e nell’Afam rappresentano i tagli lineari alla spesa pubblica, che al contrario continua a crescere.

Noi invece proponiamo – continua la nota – una riforma degli ammortizzatori sociali per renderli universali, per allargare così le tutele anche a quel mondo del lavoro che non le ha. Ampliamento delle tutele e dei diritti previsti dallo Statuto dei Lavoratori per tutelare tutti i lavoratori licenziati ingiustamente, aprire immediatamente la contrattazione dei settori pubblici fermi da 6 anni, rilanciare la qualità dei servizi pubblici (scuola, sanità, giustizia, sicurezza) attraverso la stabilizzazione dei precari e nuove assunzioni è un processo necessario al miglioramento della vita di tutti i cittadini e del funzionamento delle imprese.

La cancellazione delle iniquità contenute nella Legge Fornero sulle pensioni, una politica di tagli alle tasse ai lavoratori e pensionati e un vero contrasto all’evasione fiscale, la lotta alla corruzione all’evasione e agli sprechi, agli appalti al massimo ribasso e all’economia illegale, un piano straordinario che metta in sicurezza il territorio dal rischio ambientale promuovendo occasioni di lavoro per i giovani, la difesa del ruolo della contrattazione come strumento essenziale per la tutela delle condizioni normative e salariali dei lavoratori.

Ogni giorno decine di fabbriche chiudono, aumenta la disoccupazione e la povertà. Ad intere generazioni viene negato il diritto allo studio, al lavoro al reddito senza via d’uscita. Il divario fra il nord e il sud del paese aumenta. In questa condizione di forte disagio sociale, il governo, invece che rafforzare il welfare locale ed i servizi pubblici necessari a garantire i diritti dei cittadini, sopratutto a garanzia di quelli più deboli, vuole far passare l’idea che i lavoratori pubblici siano dei privilegiati, per giustificare il mancato rinnovo del contratto ed imporre una riforma della Pubblica Amministrazione a costo zero, fatta solo di false semplificazioni e tagli lineari . Per questo scioperare insieme, lavoratori pubblici e privati, è necessario per rivendicare politiche di giustizia sociale, il contratto nazionale per tutti, i servizi pubblici e diritti universali previsti dalla nostra costituzione. Lo sciopero di Brescia partirà alle 9 in piazza Garibaldi.