CONCESIO – “Pantera Beat” in scena al Movente. Spettacolo intorno allo “sbruffone”

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Otto personaggi in un atto unico. Un solo attore sul palco. Una lingua, necessariamente il dialetto bresciano. L’attore Enrico Re e il regista Silvio Gandellini sono tornati a lavorare insieme dopo l’esperienza dello spettacolo teatrale “Da le sès a le dò e da le dò a le sès” portato in scena nel 2012 all’interno del contesto artistico “Fèr – Storie di ferro, lavoro, arte”. Era il racconto di un sogno ad occhi aperti di un operaio bresciano durante la veglia di Natale del 1981 all’interno di una fabbrica occupata. Niente sogni questa volta. “Pantera Beat” ha l’atmosfera un po’ cruda della realtà bresciana popolata di personaggi, tutti interpretati sempre da Enrico Re, che hanno qualcosa da dire ma soprattutto da mostrare, sé stessi nel rapporto con lui, il Pantera.

Il racconto ruota intorno alla sua figura, che il suo autore descrive così: “Pantera il fuori dalla grazia di Dio, Pantera il devastato, Pantera il Mick Jagger delle case Gescal. Pantera è la nostrana opera pop alla quale il ragazzino che si forma guarda con curiosità e timore, ammirazione ed estraneità, oscillando tra desiderio di emulazione, umana comprensione, senso di colpa e salvifici proponimenti, all’interno di un Bestiario Bresciano il cui corollario di ambienti, persone e alfabeti concorrono a formarlo al pari del personaggio Pantera, sin dentro la sua carne. Come forma del suo spirito”. Chi ha assistito ad una delle repliche di “Da le sès a le dò e da le dò a le sès” non potrà aver dimenticato il Pantera. Uno dei personaggi di quella storia che in questo nuovo spettacolo diventa protagonista indiscusso fungendo da filo rosso che attraversa le vite di tutti gli altri.

Quel personaggio borderline, un po’ sbruffone e un po’ scemo del villaggio, un po’ furbetto di quartiere e un po’ spirito libero e ribelle, sarà la chiave attraverso cui gli altri componenti della storia affronteranno il loro percorso di crescita, poco o tanto che sia. Quasi uno spettacolo di formazione. Sullo sfondo la provincia bresciana in un tempo indefinito di qualche decennio fa. “Territorio, lavoro e lingua, ovviamente il dialetto bresciano, sono i tre capisaldi intorno ai quali io ed Enrico Re abbiamo costruito i due spettacoli – spiega il regista e autore della drammaturgia insieme con Re, Silvio Gandellini.

Non si tratta del proseguo l’uno dell’altro, ma della germinazione di entrambi da uno stesso contesto provinciale, popolare e assolutamente bresciano”. Lo spettacolo andrà in scena da venerdì 28 a domenica 30 novembre negli spazi dell’associazione culturale “Movente” di Concesio, in via Europa 47/49. L’orario di inizio è alle 21, il costo del biglietto di ingresso è di 8 euro. E’ meglio prenotare via mail oppure chiamare i 329.7887066 e 345.4399199.