Un bresciano, il mio compagno di banco al Castelli, team principal alla Ferrari

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E bravo Maurizio. Il mio compagno di banco all’Itis Castelli lo ritrovo – dopo quarant’anni – direttore generale per la gestione sportiva a Maranello.

Certo nel sono passati di anni da quando, entrambi figli di famiglie normali, dividevamo il panino al salame durante la ricreazione. Il papà incuteva un certo timore dal suo metro e novanta circa, esattamente come Maurizio ora. La mamma era una donna adorabile che ci raccomandava sempre di non fare “gli asini” a scuola.

Era difficile non farlo, l’asino, con un matto come lui vicino: un vulcano di iniziative goliardiche in classe e un atleta di grandi qualità in pista.

Quante ore passate al “Morosini” – il campo di atletica leggera – o al Fiat Om, la storica fabbrica – ora Iveco – che aveva all’interno la palestra e la piccola pista dove ci allenavamo in inverno. Maurizio eccelleva sui quattrocento, “il giro della morte”, assomigliava ed era un fan di Marcello Fiasconaro; saltava in alto e in lungo come nessun’altro di noi. Peccato avesse un’idea meravigliosa in testa grazie alla quale – pure – mieteva successi e vittime: le ragazze. Che invidia ci faceva, con quel pezzo di fisico che si ritrovava.

Vi racconto l’episodio più divertente che ci capitò in quegli anni. Facevamo i camerieri alla Ca Nòa in estate per pagarci la scuola e una sera – finito il servizio – eravamo finalmente riusciti a rimorchiare due ragazze conquistate a suon di “bignolata”, la torta tipica del locale. Pregustavamo già il gran finale. La mia “500” usata ci diede buca lasciandoci a terra con la batteria: serata in fumo e taxi a nostro carico per riaccompagnare a casa le due malcapitate. Non vi dico quante me ne ha dette Maurizio!

Finita la scuola per qualche tempo ci siamo persi di vista. Ci siamo ritrovati a Campiglio, dove lui dirigeva la locale APT, organizzando qualche evento insieme.

Da allora sapevo che avesse fatto strada in Philip Morris, ma mai avrei immaginato ne avesse fatta tanta.

Bravo Maurizio. Complimenti sinceri e tanti cari auguri di buon lavoro alla Ferrari. Sarebbe bello riabbracciati a Brescia e ricordare i vecchi tempi