NEWGEN VOICE – Att-Enti al Biogas dei Campagnoli. Meno uno all’alba

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Si terrà domani, nella sede di Via Milano, la Conferenza dei Servizi riservata agli Enti relativa alla centrale biogas dei Campagnoli. Con tutta probabilità si tratterà dell’atto finale da cui scaturirà la decisione definitiva. Decisione che sarà palesata dopo alcuni giorni di riflessione, ma che terrà conto di quanto andrà maturandosi in quelle ore.

Saranno ore con il fiato sospeso per le due parti in causa, che contrappongono chi è comprensibilmente preoccupato per le ricadute che un impianto di grandi dimensioni può avere sulla proprio terra e chi rivendica l’assoluta bontà e compatibilità ambientale del progetto.

Stando all’ultima versione presentata dall’azienda, la struttura prevede due gasometri alti 13 metri, una cabina elettrica, due motori a ciclo continuo, otto sili di fermentazione dal diametro di 17 metri ed altezza pari a 20 metri, due torce alte 11 metri per la combustione dell’eccedenza di produzione di gas. L’impianto, che se realizzato sarebbe uno dei più grandi del Nord Italia, sarà finalizzato a produrre 3 MegaWatt di energia elettrica tramite l’input di 212.000 tonnellate/annue di fanghi da depurazione.

Secondo la proprietà si tratterebbe di un impianto amico dell’ambiente, che contribuirà alla riduzione dei gas serra, produrrà energia “ulteriormente” pulita grazie alla presenza di un post-combustore, limiterà l’impatto olfattivo che attualmente grava sull’area e non causerà alcun rumore molesto.

Secondo il Comitato Campagnoli, forte dell’appoggio di sei amministrazioni comunali e delle firme di novemila cittadini, il progetto continua a presentare numerose criticità, nonostante i sei mesi ottenuti dalla ditta per perfezionare la versione originaria in ottemperanza alle normative vigenti. Tanti i nodi non sciolti: dall’impatto sul microclima all’aspetto sanitario, dal grado di sicurezza alla conformazione orografica della zona, dall’impatto cumulato delle emissioni agli effetti sulle attività circostanti.

Arbitro della contesa sarà la Provincia, chiamata ad esprimere il verdetto finale. Una decisione prettamente tecnica, ma con un’inevitabile valenza sociale. Un responso che premierà una parte e scontenterà l’altra. Eppure il punto non è a chi dare ragione, perché le ragioni vere, prima ancora di quelle dei contendenti, sono quelle del Territorio. Di chi lo vive, lo abita, lo ama. Di chi malinconico ripercorre il passato e guarda speranzoso al futuro.

Il nodo cruciale sarà analizzare profondamente questo ed ogni altro progetto al fine di valutarne la compatibilità e le conseguenze sul Territorio dei Campagnoli, un singolare patchwork in cui scavi archeologici e siti UNESCO cedono il passo a cave di ghiaia, aree agricole si alternano a zone produttive, crinali delle colline moreniche si adagiano su superfici in attesa di rivalorizzazione. Un’area abitata dalla notte dei tempi, negli ultimi anni fortemente provata, ora destinata ad una riqualifica in senso turistico e ricettivo. Un luogo prezioso ma fragile, in cui l’antica magia si fonde con le potenzialità future. A patto di saperle cogliere e non lasciarsele sfuggire.

Valuti allora bene la Provincia, con serenità ed in piena autonomia, ma soprattutto con coscienza della portata di quanto sta per decidere.