MILANO – Nutrie, il Pirellone approva la riduzione. Tutti i commenti politici tra pro e contrari

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“Un provvedimento che affronta in modo concreto questo problema e va incontro alle esigenze degli agricoltori bresciani che continuano a subire i danni che questa specie estranea sta creando”. È quanto ha dichiarato Mauro Parolini, assessore regionale al Commercio, Turismo e Terziario commentando l’approvazione delle modifiche alla legge sul contenimento della nutria approvate in serata nel consiglio regionale. “La crescita esponenziale degli esemplari – ha sottolineato Parolini – sta provocando gravi conseguenze non solo per il comparto agricolo, ma anche per l’ecosistema lombardo, la difesa spondale, nonché per la sicurezza sanitaria e quella stradale”. L’assessore ha infine sottolineato “l’importante coinvolgimento degli agricoltori e dei cacciatori, che permetterà di mettere in campo interventi mirati e coordinati”.

A partire dal 2015, la giunta elaborerà un “Programma Regionale triennale” per coordinare gli interventi finalizzati alla totale eradicazione dell’animale. “In questo modo – dice Carlo Malvezzi (Ncd) – eviteremo che i singoli enti si muovano come in passato in ordine sparso e in modo, quindi, inefficace. Chi teme il far west senza regole e controlli è fuori strada. Gli autorizzati all’abbattimento sono la polizia municipale e provinciale, gli agenti venatori volontari, le guardie giurate, gli operatori della vigilanza idraulica, i cacciatori e i proprietari o conduttori dei fondi agricoli in possesso di porto d’armi e con copertura assicurativa. Tutti assoggettati al coordinamento previsto dai piani e a un’adeguata formazione di base”. Le risorse stanziate sono in tutto 150 mila euro, di cui 55 mila per lo smaltimento delle carcasse, 15 mila per l’attuazione di metodi di controllo selettivo e 80 mila per il finanziamento delle attività di monitoraggio. Nel coro dei commenti politici da parte degli altri partiti è intervenuto anche Alessandro Sala, consigliere regionale per Maroni Presidente.

“Il provvedimento consente di colmare il vuoto normativo e operativo derivato dalla modifica della legge 157/92 che ha sospeso in Lombardia i piani provinciali di abbattimento della nutria. Con questa modifica – dice Sala – la nutria non è più tutelata e viene equiparata a ratti e topi. Questo però non consente più di indennizzare i danni all’agricoltura. Se il Governo pensava di fare cosa buona eradicando la nutria, porgo i miei migliori auguri, convinto che tra un anno ci ritroveremo con le mani nei capelli. La nutria è stata sottratta dal Governo all’elenco delle specie classificate come fauna selvatica. E’ impressionante l’espansione nelle nostre campagne, siamo invasi e preoccupati anche per la possibilità di trasmissione della leptospirosi. Con la legge approvata in aula la Regione cerca ancora una volta di porre rimedio a un grave errore commesso dal Parlamento, dando la possibilità ai sindaci di emanare ordinanze per la tutela della salute pubblica, coordinati dalle amministrazioni provinciali. Il provvedimento, inoltre, autorizza la gassificazione, la sterilizzazione controllata e il trappolaggio. Ad oggi – conclude – il contenimento della nutria è stato effettuato da soggetti volontari abilitati. Mi chiedo perché Wwf, Lac, Anpana, Legambiente e Lipu non abbiano mai fatto lo stesso con il loro personale”.

Sulla questione è arrivato anche il commento della Lega Nord. “Abbiamo dimostrato di non attendere la solita ‘melina’ romana, ma deciso di intervenire in un ambito, quello della lotta alla nutria, che esige strumenti rapidi ed efficaci. Una serie di scoordinate modifiche alla legge nazionale – dice il consigliere regionale Fabio Rolfi – ha completamente cambiato le carte in tavola circa l’approccio al problema nutria, a partire dalle competenze, la cui attribuzione risulta oggi essere in capo ai Comuni. E con questa legge la Regione conferma le competenze ai Comuni, individua la Provincia come ambito ottimale di coordinamento degli stessi e disciplina come devono essere congegnati i piani di eradicazione al cui interno, e solo al loro interno, possono essere utilizzati i metodi di cattura e di abbattimento previsti nella presente normativa, ampliando l’elenco dei soggetti autorizzabili. Non mi sento di negare del tutto che l’ambito di estrema novità della norma possa portare con essa elementi di criticità, ma la scelta politica di questo consiglio, approvando questo atto, indica chiaramente la rinuncia all’immobilismo di fronte a scelte errate compiute a livello centrale, accollandosi il rischio di proporre soluzioni coraggiose e innovative, tra cui la valorizzazione delle carcasse e delle pellicce di nutria, con questa legge non più classificate come rifiuti speciali”.

Spazio anche al Partito Democratico. “È un tema di strettissima attualità in quanto coincide con i fenomeni meteorologici che in questi giorni hanno portato le piene, che hanno costretto alcuni sindaci a emettere ordinanze per l’abbattimento di nutrie e tassi per ragioni di urgenza, in quanto sono gli animali che stanno distruggendo gli argini – dice Gianantonio Girelli.- In Lombardia risultano un milione di esemplari e dal sud della regione si stanno spostando sempre più verso nord. Se non si interviene, il fenomeno si allargherà sempre di più. L’assessore regionale all’Agricoltura Fava in fase di predisposizione della legge si è limitato a polemizzare con il Governo e non ha contribuito fattivamente alla stesura della nuova norma. Così, se prima avevamo a disposizione delle Province, che facevano i piani di contenimento, 480 mila euro, ora ne sono rimasti solo 150 mila. Non sono certo sufficienti per affrontare un problema di questa portata. Nel primo ordine del giorno che abbiamo presentato si impegna la giunta a sostenere, nei confronti del Governo, la modifica della normativa nazionale relativa ai rimborsi dei danni delle nutrie in agricoltura e a riportarla alla stregua dei danni provocati da altre specie selvatiche, in modo da snellire la procedura di rimborso. E per questo chiediamo che, in sede di bilancio, la giunta istituisca un apposito Fondo per i danni provocati dalle nutrie. L’altro invita la giunta a prevedere, sempre nella nuova finanziaria regionale, una congrua dotazione che permetta di sostenere la ricerca, tramite apposite convenzioni, anche con il sistema universitario, al fine di studiare e verificare le più moderne ed efficaci metodologie di eradicazione e contenimento”.

Il Movimento Cinque Stelle, invece, si è astenuto dopo che il consiglio ha bocciato gli emendamenti “grillini” che avevano come “unico obiettivo quello di migliorare legge ponendo l’accento sul tema della sicurezza dei cittadini. Le nutrie vanno contenute con sistemi che non mettano a rischio la sicurezza della popolazione. Il progetto di legge passato in aula firmato da tutte le forze politiche, eccetto M5S, dà purtroppo il via libera all’abbattimento in tutti i periodi dell’anno, su tutto il territorio regionale, della nutria con strumenti come armi comuni da sparo, armi da lancio individuale, gassificazione controllata, sterilizzazione controllata e trappolaggio. Il problema, soprattutto per le armi da sparo e da lancio, è l’assenza in legge di restrizioni di qualsiasi tipo, sia di vicinanza ad abitazioni che di orari in cui è consentita l’attività, che di riconoscibilità chiara di chi utilizza armi da sparo per abbattere le nutrie. In questo senso non ci sono disposizioni chiare per i piani di contenimento provinciali e regionale. Per il M5S – dice Giampietro Maccabiani – per garantire la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico dovevano essere presi in considerazione i nostri suggerimenti, ovvero l’istituzione di zone, periodi e orari prestabiliti, l’adozione di un giubbino ad alta visibilità, il rispetto dei divieti previsti per l’attività venatoria, un coordinamento con le Università e i centri di ricerca, nonché lo studio dell’utilizzo di predatori autoctoni. Ma così non è stato, e il MoVimento Cinque Stelle non appoggia una legge che rischia di mettere in pericolo i cittadini lombardi”.