Anche editori importanti spiazzati dal web?

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Torno su un argomento che sto monitorando da alcuni mesi in relazione ai cambiamenti che vogliamo introdurre sulla nostra testata che – come molti lettori sanno – si caratterizza anche per avere una piattaforma webtv sulla quale abbiamo caricato in questi anni tantissimi video di cronaca e di attualità dai territori che sono il nostro bacino di utenza.

La vera difficoltà che abbiamo incontrato sono stati i costi necessari per mantenere una struttura che, seppur assai meno importante della tv digitale, necessita tuttavia di risorse finanziarie che un piccolo editore online difficilmente riesce a recuperare dal mercato.

Ora scopriamo che anche editori importanti e capitalizzati stanno facendo “i furbi” o – meglio – stanno facendo i conti con una realtà come quella dei social che stanno cambiando il nostro lavoro.

E la domanda che sorge spontanea è: “é ancora possibile un giornalismo sganciato dall’utilizzo di Youtube o di Facebook?” E, ancora, come tuelare i diritti d’autore e i compensi che ne scaturiscono? O i social “ci seppelliranno tutti con una risata?”

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