ONO SAN PIETRO – Bruciò figli mentre dormivano, accusa chiede ergastolo per Pasquale Iacovone

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Ergastolo. E’ la richiesta formulata dall’accusa per Pasquale Iacovone che il 16 luglio dell’anno scorso aveva ucciso nel sonno i due figli di 7 e 11 anni, Davide e Andrea, appiccando un incendio che li aveva carbonizzati e provocato gravi ustioni sul corpo dello stesso padre. Il motivo sarebbe stato il fatto che l’uomo volesse vendicarsi della moglie e madre dei bambini.

Ma sul fronte giudiziario c’è in campo la questione mentale di Iacovone. Era in grado di comprendere quanto stesse facendo? Sì, secondo la perizia psichiatrica disposta dal tribunale di Brescia sull’uomo: era in grado di intendere e di volere. Lo zio dei fratellini, Omar Patti, sentito dai giornalisti all’uscita subito dopo la prima udienza nel processo con rito abbreviato ha parlato di “ergastolo come pena minima visto che qui non c’è la pena di morte”.

Dalla parte della difesa, invece, l’avvocato Gerardo Milani che sostiene l’imputato ha contestato la perizia disposta sul suo assistito e chiesta l’assoluzione. In aula non c’era Iacovone, detenuto nel carcere milanese di Opera, mentre si è presentata la madre dei fratellini morti, Erika Patti.