BRESCIA – Piano sviluppo rurale, Fava: “Governo lo vuole a giugno. Lombardia dice no”

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“Sul Programma di sviluppo rurale ieri abbiamo ricevuto dalla Commissione Europea una doccia gelata che non ci aspettavamo minimamente. Bruxelles ci ha comunicato che ha ricevuto una richiesta da parte del Governo italiano per concedere una delibera definitiva in un’unica circostanza a tutti i Psr di tutte le Regioni il prossimo giugno”. A lanciare l’allarme è l’assessore lombardo all’Agricoltura Gianni Fava al convegno sul “Futuro dell’agricoltura da oggi al 2020” organizzato dall’Unione provinciale degli agricoltori di Brescia stasera a Brixia Expo.

L’assessore si è rivolto direttamente al ministro delle Politiche agricole, presente all’incontro. “Spero che Martina mi smentisca – incalza Fava – perché se dovesse passare la linea di un decreto di accettazione di tutti i Psr alla fine di giugno 2015, viene azzerato tutto il percorso virtuoso della Lombardia, che ha consegnato la prima bozza del Psr alla commissione europea addirittura lo scorso febbraio, ma soprattutto credo che le imprese agricole lombarde non siano disposte ad accettare di attendere un anno i finanziamenti”.

La Lombardia, ricorda Fava, “era pronta a deliberare i bandi della nuova Pac già le prime settimane di gennaio, gli agricoltori non possono attendere un via libera del Psr a giugno, che significa avere ancora altri mesi davanti prima di avere i bandi. L’agricoltura lombarda vuole investire”. È una questione “non formale, ma sostanziale”, spiega Fava, “ma per fortuna abbiamo un ministro lombardo, una persona molto corretta e che con la Lombardia ha avuto un’interlocuzione positiva, pur rimanendo super partes”.

La replica di Martina non si è fatta attendere e va nella stessa direzione di Fava. “La Lombardia ha presentato per prima il Psr a Bruxelles – risponde il ministro – e dico che un’omologazione sui tempi di accettazione dei vari Programmi di sviluppo rurale non ha senso. Fintanto che ci sono io al Ministero si fa così, non ho altri argomenti da aggiungere, è un’operazione di buonsenso e impegnerò tutte le strutture perché sia così”.