MILANO – Dal Governo 86 mln per Seveso. Bordonali: “Speriamo non solo promessa”. Beccalossi: “Poteri a Maroni”

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“Prosegue senza sosta il pressing della Regione Lombardia con il Governo per l’ottenimento dei fondi promessi e indispensabili per realizzare le opere di messa in sicurezza di Milano sulle esondazioni del fiume Seveso. Oggi incassiamo la disponibilità del governo a stanziare, con tempistiche ancora da definire, 86,7 milioni di euro: denaro che però deve arrivare concretamente e già promesso in altre occasioni. Speriamo sia davvero la volta buona per passare dalle promesse ai fatti concreti, perché solo con le parole la città continuerà ad andare sott’acqua”.

L’hanno detto gli assessori regionali Simona Bordonali (Sicurezza e Protezione Civile) e Viviana Beccalossi (Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo). “Quello che è avvenuto nella notte tra sabato e domenica a Milano e in molte aree della Lombardia – commenta Bordonali, che oggi ha incontrato a Roma la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche del Governo – è la dimostrazione che su questi temi non c’è più un minuto da perdere.

Ai cittadini vanno date risposte efficaci e tempi certi. Oltre ai fondi per il Seveso chiediamo anche 18 milioni per la messa in sicurezza del Lambro, su cui è già pronto un progetto che sarà inviato al governo entro il 4 dicembre, data in cui sarà convocata una riunione per stabilire le priorità. Ho inoltre chiesto, con il supporto di tanti rappresentanti delle Regioni e degli enti locali, che il governo si impegni affinché questi finanziamenti restino esclusi da patto stabilità”. “Per realizzare le opere – prosegue Beccalossi – non servono solo i finanziamenti. Il Governo ha delegato i presidenti di Regione a gestire la materia, ma di fatto ha creato dei Commissari con le mani legate, privi di veri potere per accelerare i tempi di esecuzione degli interventi.

È per questo che ancora una volta ribadiamo la necessità di conferire al presidente Maroni poteri straordinari per aprire i cantieri e tagliare di netto la burocrazia”. “Va infine ribadito che, questo momento – concludono Bordonali e Beccalossi – gli unici fondi certi sono i 30 milioni garantiti da Regione e Comune di Milano per la vasca di laminazione di Senago. L’intero sistema, per funzionare, necessita di tutte le altre opere a Paderno Dugnano, Varedo e Lentate sul Seveso, le cui progettazioni sono avviate. Ora arrivino i soldi del Governo e i poteri speciali al Commissario Maroni e così, in perfetto stile lombardo, potremo finalmente vedere le ruspe in azione nei cantieri”.