VEROLANUOVA – L’assessore regionale alla Cultura Cappellini in visita. “Qui ci sono dei gioielli”

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“Una nuova tappa del mio progetto di assessorato itinerante ‘Culture in Cammino’ nell’interessante borgo di Verolanuova, a contatto con gli amministratori locali, perché la Regione Lombardia ritiene fondamentale il rapporto costante con i nostri territori e con chi ogni giorno li amministra”. L’ha detto l’assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini durante la sua visita istituzionale nel paese della bassa bresciana dove ha incontrato gli amministratori locali che l’hanno accompagnata alla scoperta delle bellezze culturali e paesaggistiche del territorio.

“Le nostre comunità locali – ha detto – custodiscono dei gioielli culturali, che spesso, troppo spesso, non sono conosciuti o apprezzati dagli stessi cittadini lombardi come meriterebbero. É proprio questo uno dei principali obiettivi che si è posta la Regione: dare la giusta visibilità e importanza al nostro immenso patrimonio culturale. Avere un contatto costante con i sindaci significa tenerli informati sull’attività della Regione e, soprattutto, sugli strumenti regionali che possono utilizzare per attuare interventi concreti sui territori. Anche oggi – ha proseguito – abbiamo parlato a lungo delle varie problematiche del territorio e delle iniziative che la Regione ha messo in campo su diversi fronti: un nuovo modo che rafforza non solo il rapporto con i cittadini, ma anche con gli amministratori locali”.

L’assessore, dopo il ritrovo nel municipio, ha visitato, con il sindaco Stefano Dotti, l’assessore alla Cultura Maria Angela Nervi e altri componenti della giunta comunale, il Palazzo Gambara, San Lorenzo, ossia la Basilica romana minore, il Castel Merlino e l’annesso parco “Lina e Angelo Nocivelli”. “Le due tele del Tiepolo nella Basilica di San Lorenzo, ‘Il sacrificio di Melchisedech’ e ‘Caduta della manna’ – ha spiegato l’assessore – rappresentano due tesori, che richiedono maggiore attenzione e promozione, ma anche le opere del Celesti, del Maffei e di altri artisti che arricchiscono la Basilica sono degni di nota. Ancora una volta – ha concluso – ci siamo trovati di fronte a uno spaccato del patrimonio culturale lombardo tutto da scoprire e da apprezzare, perché si radica profondamente nel territorio e ci lega al nostro passato, alla nostra storia, alle nostre radici cristiane”.