MILANO – Maltempo, Bordonali al Pirellone: “Acqua caduta in un giorno quanto un mese”. Preoccupa il Po

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“Abbiamo passato una settimana di estrema difficoltà. Anche per questi eventi la Regione Lombardia chiederà lo stato di emergenza nazionale, nonostante il Governo italiano abbia riconosciuto solo 5,5 milioni di euro rispetto a una stima dei danni di 88 milioni per i fenomeni che si sono verificati tra luglio e agosto sul nostro territorio regionale“. L’ha detto oggi Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione nell’aula del consiglio regionale riferendo degli eventi calamitosi dovuti al maltempo che ha colpito, nei giorni scorsi, la Regione Lombardia. Lo stesso consiglio ha osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime. “Proprio ieri – ha proseguito – abbiamo avuto rassicurazioni dal sottosegretario Delrio (leggi il tweet) che ha dichiarato che durante il primo consiglio dei ministri utile riconoscerà lo stato di emergenza per quanto accaduto in questi giorni.

Le stime dei danni sono ancora approssimative ma ammontano già a diverse decine di milioni di euro. Lo stesso sottosegretario ha inoltre confermato che lo Stato garantirà gli 80 milioni di euro previsti per la realizzazione delle vasche di laminazione che interessano il Seveso, opera per la quale la Regione e il comune di Milano hanno già predisposto rispettivamente 10 e 20 milioni. Ci auguriamo – ha detto l’assessore lombardo – che questa volta il governo mantenga le promesse e non si perda negli annunci a vuoto che ne stanno caratterizzando l’azione amministrativa. Esistono poi degli accordi di programma per il Lambro, che presenteremo il 4 dicembre prossimo. Voglio ricordare – ha continuato – lo straordinario lavoro della Protezione civile lombarda. Ringrazio di cuore i volontari, gli operatori, i funzionari regionali e i funzionari provinciali che vivono una situazione di incertezza sul proprio futuro e nonostante ciò dimostrano costantemente la propria professionalità.

Tutta la macchina della Protezione civile regionale ha ricevuto le congratulazioni anche dal Capo dipartimento Franco Gabrielli e dal sottosegretario Graziano Delrio. Si tratta di un motivo di orgoglio che, sono sicura, spingerà tutti a fare sempre di più e sempre meglio nell’interesse della cittadinanza”. Nel corso del suo intervento in consiglio, l’assessore ha fornito anche i dati su quella che è stata l’emergenza maltempo in Regione. “Quattro sono purtroppo le vittime del maltempo: una a Ispra causa annegamento lago Maggiore, una a Crema per annegamento in roggia e due a Laveno Mombello per una frana sull’abitazione. Le persone che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni al 16 novembre scorso sono circa 650, alcune delle quali in fase di rientro. Le situazioni più critiche sono state registrate nelle Provincie di Cremona.

Ci sono 200 evacuati nel comune di San Daniele Po, area golenale del fiume Po, 100 evacuati in provincia di Milano in gran parte delle comunità di Parco Lambro e 100 in provincia di Mantova abitanti nelle aree golenali. Da inizio novembre – ha spiegato – si sono registrati diversi eventi di pioggia sull’intero territorio regionale. I valori più alti si sono registrati nell’area del lago Maggiore, con cumulate che hanno raggiunto i 600-700 millimetri. Sul resto del territorio si sono registrati: Pianura Occidentale 200-300 mm; Pianura Orientale 100-200 mm; Fascia prealpina 300-400 mm, con picchi oltre 500 mm sulle Prealpi centro-occidentali; Valtellina e Valchiavenna 200-400 mm. Sabato scorso quella più critica dell’intero evento, sulla Pianura e sulla fascia prealpina centro-occidentale – ha continuato l’assessore – sono stati registrati valori tra 80-120 mm, con picchi locali superiori ai 150 mm in 24 ore.

Per avere un raffronto si segnala che la media mensile del mese di novembre, considerato un periodo di circa 50 anni, è pari a 150 mm/mese. A seguito di questi eventi meteorologici dell’intera settimana, i laghi e i fiumi hanno registrato un progressivo e deciso incremento dei livelli idrometrici. Tutti i corsi d’acqua lombardi principali – ha detto – sono attualmente in discesa, con valori che si mantengono elevati”. Riferendo al consiglio, l’assessore si è soffermata in particolar modo sulla situazione nell’area del Po. “L’onda di piena del Po sta passando lenta. Il colmo era a Cremona alle 22 di ieri sera e a Casalmaggiore alle 10 di stamattina. È stata richiesta alla Protezione civile di Cremona la disponibilità di 20 volontari operativi per la giornata di oggi – ha detto.- È inoltre garantito l’impiego di 80 volontari per il monitoraggio e la gestione di criticità sul territorio. Questi volontari saranno affiancati oggi da altri 20 provenienti da Bergamo e Lodi.

Le prime tracimazioni si sono verificate a partire dalle 9 di stamattina, con allagamenti delle golene chiuse”. Continuando a illustrare la situazione del principale fiume lombardo, Bordonali ha confermato che “sono state emesse ordinanze dai sindaci per la chiusura delle strade golenali e per l’evacuazione delle relative aree in diversi comuni della provincia di Cremona. Circa 290 persone sono state evacuate e allontanati circa 2 mila animali”. L’assessore ha esposto anche quale sia la situazione delle frane sul territorio regionale. Situazione monitorata costantemente dalla Protezione Civile. Frana Val Genasca – San Giacomo Filippo (SO): permane, dal 12 novembre, elevata criticità. Presidio della Ss 36 durante il giorno, chiusura notturna o in caso di mancanza di visibilità; Frana Ruinon (SO): sono stati raggiunti livelli di criticità elevata, ora rientrati; Frana Saviore dell’Adamello: sono stati raggiunti livelli di criticità elevata, rientrati poi a moderata criticità dal 9 novembre; Frana Gera Lario (CO): permane, dal 6 novembre, elevata criticità. Mantenuto servizio di monitoraggio visivo; Frana Pal-Sonico (BS): sono stati raggiunti livelli di allarme, rientrati a livello di preallarme dal 9 novembre. Gli ultimi aggiornamenti danno incremento della velocità di movimento per le frane di Val Genasca e Gera Lario, con conseguente aumento dell’attenzione per l’evolvere degli eventi.

“Sono giunte – ha detto Bordonali – altre segnalazioni: Laveno Mombello (VA) per frana su abitazione in località Cerro, con due vittime. Evacuate 18 persone. Berbenno, Endine Gaiano, Brembilla (BG) per frane con isolamento di alcune frazioni, ed evacuazione di nuclei familiari Pisogne (BS) per frane su strade comunali, con isolamento di 4 frazioni. Blevio (CO): frana con evacuazione di 30 persone Cortenova, Vendrogno (LC) attivazione Piani di Emergenza per frana Bindo-Val Rossiga e Noceno con monitoraggi di livello locale”. “Nella Sala Operativa è stata garantita, a partire dall’11 novembre scorso, l’attività di monitoraggio e di flusso informativo con i presidi territoriali, così come il costante contatto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile.

Il Centro Funzionale Monitoraggio Rischi della Regione ha emesso, a partire dall’11 novembre, avvisi di criticità relativi all’intero territorio regionale, così come avvisi localizzati per i bacini Pusiano e Lambro, Secchia, Po. E’ stato raggiunto il livello massimo di criticità emergenza, per l’area della pianura occidentale, nella giornata di sabato 15 novembre. È stato attivato il volontariato di Protezione Civile dell’intero territorio regionale, con centinaia di volontari coinvolti, cui sono stati affiancati circa 60 volontari della Colonna Mobile Regionale, in particolare per interventi nel Comune di Milano – ha ricordato l’assessore.- Gli interventi principali hanno riguardato l’attività di presidio delle situazioni critiche, lo svolgimento di attività preventive, come il posizionamento di sacchetti di sabbia a rinforzo e protezione, e azioni di contrasto all’emergenza, come lo svuotamento dall’acqua di sedi stradali, stazioni dei mezzi di trasporto, scantinati e box. Per quanto riguarda l’utilizzo di sacchi di sabbia, Aipo sta garantendo la disponibilità di queste risorse a Province e Comuni. E’ previsto – ha concluso – un incremento del numero di volontari nell’area del fiume Po, per attività di monitoraggio e supporto alla popolazione”.