Maltempo, Italia record europeo di morti. “Colpa del costruire iniziato negli anni ’60”

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Abbiamo ricevuto in redazione e pubblichiamo una lettera di Celso Vassalini sul maltempo che in questi giorni ha colpito il nord Italia. Tra polemiche e rimpallo di responsabilità, ci sono stati disastri

L’Italia ha il record europeo di calamità naturali, 2.007 morti in cinquant’anni. Di fronte ai morti, alle frane, alle bare nei torrenti, davanti a persone che spalano fango lo scaricabarile tra governo e Regioni è assurdo. “In più gli italiani ci hanno messo del loro”, rimarco, spiegando come la teorizzazione dello sviluppo edilizio degli anni sessanta sia stato un errore, causato anche dalle minori conoscenze geologiche rispetto ai dati che è possibile rilevare con le attuali tecnologie.

Detto ciò, consumiamo 8 metri quadri al secondo di terreno agricolo. Mancano i piani paesaggistici regionali (per altro prescritti dal codice dei Beni culturali del paesaggio). E manca soprattutto una carta geologica aggiornata (per il 60% del territorio vale quella del 1862). (Oltre ai Piani di Emergenza Comunali tenuti nei cassetti).

O si rompe uno schema di decenni e si cambiano strategia e politica facendo della messa in sicurezza la prima fondamentale opera pubblica e infrastrutturale del Paese, oppure si contempleranno i disastri. O si sforano tetti, patti, vincoli e quando devi spendere per prevenire tragedie, semplicemente spendi, oppure faremo ancora inutili battaglie a colpi di interviste. L’opera di prevenzione paga. Non è solo un investimento ma un risparmio.