CERVENO – Agricoltura biologica, in valle è nato il bio-distretto. E’ il primo in Lombardia

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Con la firma dell’atto costitutivo da parte di dodici Comuni, il coordinamento delle istituzioni scolastiche, dodici aziende agricole biologiche, una decina di associazioni ambientaliste e culturali, rappresentanze degli operatori turistici e sei cooperative sociali, sabato scorso è nato il Bio-distretto della Valcamonica. L’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) e quella locale Valcamonica Bio ne sono state le promotrici, raccogliendo significative adesioni in un paziente contatto con enti e persone. Questa aggregazione di realtà così diverse si propone di mettere in rete il lavoro di questi e molti altri enti pubblici e agricoltori che aderiranno nei prossimi mesi, per orientare verso la sostenibilità il rilancio dello sviluppo territoriale di questa vallata prealpina, dove risiedono 120 mila abitanti.

La cerimonia di costituzione è stata preceduta da un evento pubblico che ha visto la partecipazione di più di 150 persone, stipate nella scuola elementare di Cerveno, dove sono state presentate le idee, i sogni e i progetti concreti che questo Bio-distretto rappresenta. L’apertura dei lavori del sindaco Marzia Romano è stata seguita dalle parole di Salvatore Basile, responsabile nazionale di AIAB per i bio-distretti, che ha permesso di comprendere come quest’idea di aggregazione è presente in altre parti d’Italia (sono ben dieci i bio-distretti già esistenti) e nel mondo. Non è un’idea isolata, dunque, e la nascente esperienza della Valcamonica diventerà parte integrante della rete nazionale dei bio-distretti. L’agricoltura biologica abbandona quindi lo status di esperienza ad appannaggio di pochi pionieri e consumatori “ad alto reddito” per diventare finalmente una proposta matura per produrre cibo sano, territori presidiati e coesione sociale.

L’ha raccontato anche l’onorevole Alessandra Terrosi, relatrice alla commissione della Camera dei Deputati di un disegno di legge sull’agricoltura bio, che prevede anche un esplicito articolo riferito ai bio-distretti. A seguire, Stefano Frisoli (presidente di AIAB Lombardia) ha spiegato perché sia possibile un’agricoltura biologica in Valcamonica, sottolineando anche l’importanza – per tutto il sistema dei bio-distretti e di AIAB – del percorso estremamente aperto e ampio che ha caratterizzato la costituzione di questa realtà sul territorio camuno, e per tutto il fermento e la partecipazione che è stato capace di generare. Anche un breve intervento di Andrea Ferrante (ex presidente nazionale di AIAB) ha trasmesso il messaggio che AIAB appoggerà fortemente il nuovo organismo.

Cassiano Luminati (presidente della Regione di Valposchiavo nell’Engadina svizzera) ha raccontato come è realmente possibile orientare lo sviluppo di un territorio alla sostenibilità, con politiche energetiche, sulla mobilità, sull’agricoltura. Questo ha dato respiro internazionale al forum e ha chiarito come le problematiche delle vallate alpine, e forse anche le soluzioni, siano analoghe. Paolo Erba sindaco di Malegno, Paola Abondio dirigente scolastica e Gianni Tosana presidente di Valcamonica Bio, hanno raccontato ai presenti tre progetti concreti che si intendono avviare nei prossimi mesi, per chiarire che il Bio-distretto intende portare avanti non solo idee bensì azioni concrete. Il Bio-distretto della Valcamonica è il primo a livello lombardo, ma già a metà dicembre parteciperà all’incontro nazionale e internazionale dei bio-distretti.