MILANO – Decreto regolazione offerta dei prosciutti, Fava: “Calato dall’alto, penalizza Regione e allevatori”

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“Sono molto deluso e fortemente preoccupato per l’atteggiamento del ministero delle Politiche agricole che ha emanato un decreto sulla regolazione dell’offerta di prosciutti Dop e Igp, escludendo le Regioni e i suinicoltori da ogni coinvolgimento, arrecando un pregiudizio di così ampia portata da risultare difficile da digerire”. L’assessore lombardo all’Agricoltura Gianni Fava si scaglia contro un provvedimento ministeriale “che va contro il buon senso e che calpesta le prerogative delle Regioni e il ruolo degli allevatori, sul quale il Mipaaf è opportuno faccia marcia indietro”.

Il decreto ministeriale dell’11 novembre scorso relativo alla programmazione produttiva è stato pubblicato sul sito del ministero delle Politiche agricole. “Di per sé il provvedimento va nella direzione giusta – specifica Fava – perché la suinicoltura nazionale, che alleva nella macro regione agricola del nord quasi il 90% dei suini destinati alle grandi produzioni Dop come il Prosciutto di Parma, quello di Modena, di San Daniele, Berico-Euganeo, necessita di una pianificazione di filiera che assicuri la giusta remuneratività a tutti i soggetti coinvolti. Ma non si può subire un decreto calato dall’alto – prosegue Fava – con un percorso di regolazione dell’offerta pressoché esclusivamente in mano agli stagionatori, senza tenere in minima considerazione la posizione degli allevatori, relegati a un mero ruolo consultivo, per giunta non vincolante”.

In parallelo, l’assessore stigmatizza “l’atteggiamento del governo nei confronti delle Regioni, considerati a questo punto un ostacolo alle mire di sovranità indiscussa e senza interlocuzione dell’esecutivo”. Una decisione “gravissima, anche perché alle Regioni sono demandati compiti istruttori nella programmazione produttiva – ricorda Fava – come ad esempio il ricevimento della domanda e l’accertamento della completezza amministrativa dell’istanza presentata, della sussistenza e della conformità dei requisiti del soggetto legittimato e delle adesioni all’accordo preventivo”.

L’auspicio dell’assessore Fava è che “il provvedimento venga ritirato e discusso collegialmente da tutti i soggetti interessati, perché se si vuole orientare la suinicoltura verso una filiera verticale, in grado di tutelare la redditività di ogni anello della catena, non si può agire ignorando le istituzioni e gli allevatori. Credo – conclude Fava – che la serietà del ministro Martina alla fine prevarrà su una struttura come quella ministeriale, che troppo spesso ci ha abituato a repentine accelerazioni di questo tipo”.