GARDONE – “Ferrivecchi” e menti aperte

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Tra le molte iniziative interessanti e nuove che il Consorzio Armaioli Italiani ha realizzato nell’ultimo periodo il ‘1° Corso di Manutenzione delle Armi Storiche ed Ex Ordinanza’ merita menzione d’onore. Secondo la legge 110 sono ami antiche quelle ad avancarica e quelle prodotte prima del 1890; armi rare sono quelle armi classificabili come pezzi unici o reperibili in pochi esemplari (art. 6, d.m. 14 aprile 1982) e armi storiche, prodotte dopo il 1890, sono quelle legate ad un’epoca determinata, a personaggi o ad eventi di rilevanza storico-culturale (art. 6, d.m. 14 aprile 1982).
Le armi Ex Ordinanza sono quelle che, radiate da un corpo militare, vengono vendute sul mercato civile e, chiaramente, sono per eccellenza ‘armi storiche’. Sono molti gli appassionati che collezionano queste briciole di storia energica, eroica, controversa. E l’arma in se non racchiude solamente la storia chi l’ha imbracciata ma racconta anche un pezzo di storia della metallurgia, della chimica e della meccanica; storia di piccole-grandi invenzioni alla ricerca di un’efficienza superiore. Insomma queste macchine da sparo, create per rivendicare idee e ideali (giusti o sbagliati) segnano, volenti o nolenti, periodi storici di oppressione o di lotte per la libertà, di povertà e di opulenza, di notti gelide e di missioni ardite. Innegabile, quindi, il fascino delle armi ex ordinanza e se parlate con un collezionista vi parlerà per ore e per giorni della storia di una singola arma calandola in una realtà fatta di industriosi azzardi e di oculate scelte economico-produttive; di geostrategia e di storie d’uomo.
PENTAX ImageIl corso, aperto a un numero massimo di dodici partecipanti, si è tenuto nell’attrezzata sede del ConArmI a Inzino di Gardone Val Trompia ed ha avuto come docente John Ceruti responsabile tecnico del ‘Museo della Guerra Bianca in Adamello’ di Temù (il nome ‘John’, che potrebbe richiamare inquietanti connivenze italo-americane, è frutto della curiosa promessa che due ragazze, ancora signorine, si fecero reciprocamente: avrebbero chiamato il primo figlio maschio ‘John’ in onore di quel John Fitzgerald Kennedy che aveva rappresentato per milioni di giovani la nuova frontiera della politica. Così è stato).
Il tema del Corso implicava, ovviamente, una vasta rete di conoscenze tecniche ed infatti durante le giornate (quattro, per un totale di trentadue ore) si sono toccati svariati argomenti: dall’ispezione generale e periodica dell’arma alla manutenzione ordinaria, agli interventi per riparare i piccoli danni (eliminazione della ruggine, ritocchi di brunitura a freddo, interventi sulle parti lignee…), passando anche per un’analisi della normativa vigente in materia. Si potrebbe pensare che, visto il livello del corso, smontaggio e rimontaggio dell’arma rappresentasse una premessa scontata. E invece no: ogni arma, od ogni gruppo di arma, ha dei punti critici nelle fasi di manutenzione straordinaria che vanno affrontati con delicatezza e sapienza: il buon John ne ha dato conto, per il piacere e l’erudizione dei corsisti.
I dodici partecipanti provenivano da ogni dove (ma nessuno della provincia di Brescia); c’era anche un tunisino: Jamil Brahim di Gafsa, momentaneamente residente a Bolzano, trentuno anni, meccanico che, avendo partecipato anche agli impegnativi corsi di ‘Riparazione, fabbricazione, manutenzione, vendita di armi comuni’ e ‘Corso di tecnico costruttore’ ha intenzione di tornare in Tunisia tra circa sei mesi – un anno (dipende dai tempi burocratici) per aprire un’attività relativa alla vendita e riparazione delle armi sportive.
Nell’ambito del tema ‘Manutenzione Armi’ a questo primo, ‘storico’ Corso è seguito un appuntamento (sempre di trentadue ore) specifico per la manutenzione delle parti lignee delle proprie armi.
I partecipanti hanno appreso tecniche di riparazioni e ripristino di calci e calcioli, di levigatura e lucidatura, di affilatura e di creazione di utensili, di zigrinatura.
Insomma ‘piccoli – grandi armaioli crescono’ e questo espandere nozioni tecniche e storiche è un’altra medaglia che il ConArmI si appunta al petto. Sia chiaro: per Armaiolo (con la A maiuscola) s’intende colui che ha seguito il corso apposito che si tiene nella sede del ConArmI; ha superato l’esame di abilitazione alla Prefettura e opera in locali approvati dalla Questura di competenza. Altri corsi, per quanto professionali, sono rivolti ad appassionati che vogliono progredire nel loro hobby ma che non hanno alcun titolo per esercitare la professione di Armaiolo.