BRESCIA – Legge Stabilità, tagli ai Patronati. Cgil Inps: “Servizi per chi non usa pc. Loro colpa della crisi?”

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I sindacati Cgil dell’Inps di Brescia hanno valutato quanto contenuto nell’ipotesi di Legge di Stabilità 2015 sui ventilati tagli dei finanziamenti ai Patronati. Non stupisce, purtroppo – si legge in una nota della Cgil – l’attacco ai sindacati e ai patronati di emanazione sindacale o associativa. Pratica utilizzata ormai da anni dai Governi che parlano di risparmi, tagli, stato sociale eccessivamente costoso e spesa pubblica improduttiva. Spiace che ad usare gli stessi luoghi comuni sia un Governo che dice di voler riformare in meglio l’Italia. Quel che invece sconcerta di più è il pressapochismo con cui il Governo opera in questa materia e la vicenda dei Patronati sindacali e degli enti di assistenza in campo previdenziale ne è la prova lampante.

Da un lato, infatti, si tagliano pesantemente e colpevolmente gli organici degli enti pubblici che operano nel settore (Inps e Inail nello specifico) e si spinge sull’uso della telematica nella gestione delle domande di prestazione. Dall’altra si mette a rischio la funzionalità dei Patronati che hanno garantito quell’utenza incapace di fronteggiare l’incalzare della telematica, svolgendo un ruolo quasi ausiliario degli enti. Infatti, in questi ultimi anni – continua la nota – i Patronati sono stati identificati, dall’Inps in particolare, come uno dei vettori principali dell’inoltro delle domande di prestazione: non più, quindi, soltanto organismi deputati alla consulenza previdenziale dei cittadini e alla loro tutela, ma veri e propri protagonisti del sistema sociale oltretutto a costo zero.

Il Governo vuol ridimensionare il ruolo dei Patronati quando è stata la Pubblica Amministrazione – e l’Inps stessa spinta dai Governi – ad ingigantirne il ruolo oltremisura. A fare le spese di tali scelte sarebbero non solo i Patronati quindi, ma gli enti stessi e i cittadini. La riduzione oggi del loro ruolo, in presenza di una contemporanea riduzione del personale degli enti, avrebbe come risultato un’impossibilità concreta dei cittadini di avere risposte alle loro istanze.

Peraltro, l’arretramento dei Patronati organizzati darebbe spazio, come purtroppo è accaduto spesso in un passato non lontano, a faccendieri e procacciatori a pagamento che carpiscono la buona fede dei cittadini. In sostanza – conclude la nota della Cgil – pensiamo che vada rivista la norma in questione e aderiamo alla protesta dei patronati. Pensiamo sia necessario che si trovi un giusto punto di equilibrio tra costi, funzionalità e organici degli enti e ruolo dei Patronati i tagli in questione vanno in ben altra direzione.