PADENGHE – Rumori giorno e notte? No grazie

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“Rumori giorno e notte? No grazie”. “Però – tiene a precisare l’amministrazione comunale – l’intensità acustica del mondo intorno, è, soprattutto d’estate, una tegola sul capo di tanti cittadini, che vorrebbero godere del giusto riposo dopo una giornata di lavoro. Capita infatti non di rado che il fracasso la faccia da padrone e spetta allora ai comuni porre un freno a talune sproporzioni evidenti”.

Al proposito Patrizia Avanzini, il sindaco di Padenghe, ha firmato una ordinanza che regolamenti la diffusione sonora negli spazi pubblici aperti al pubblico.

“Spicca il dato – ci dicono – che le attività sonore debbano svolgersi esclusivamente all’interno dei locali, senza dare luogo a emissioni avvertibili all’esterno. Inoltre, l’uso di tv e impianti stereo è permesso fino all’orario di chiusura del locale e non oltre. L’organizzazione di piccoli concerti all’aperto, è consentita solo dal Primo maggio al 30 settembre per una durata massima di tre ore, tra le ore 9 e le 13 e dalle 20 alle 24, con l’obbligo di ridurre il volume a partire dalle ore 23. Le sanzioni sono di 100 euro alla prima violazione, di 250 alla seconda e di 500 alla terza”. “L’ordinanza e il piano di zonizzazione acustica – osserva il sindaco Avanzini – esistevano già, gli orari e le limitazioni erano presenti sul nostro territorio da parecchi anni. Il dato rilevante riguarda l’introduzione di un punto, dove si dà al gestore il compito di certificare che gli impianti di diffusione sonora non superino il livello dei decibel previsto dal piano di zonizzazione acustica. D’altro canto, è stata tolta la necessità da parte dell’esercizio di chiedere ogni volta l’autorizzazione per organizzare un concertino musicale. Tutto il resto: orari, periodo, distinzione tra eventi all’aperto e al chiuso è invariato. Naturalmente, tutto ciò nasce dalla difficoltà di coniugare le necessità degli esercizi pubblici con quelle dei cittadini. Da parte nostra, non c’è alcuna volontà tesa a limitare la libera iniziativa delle aziende del settore, ma una amministrazione comunale ha il dovere di considerare anche le esigenze di chi vive e lavora vicino a fonti di rumore”.