BRESCIA – Agenzia trasporto pubblico, Cgil e Federconsumatori: “Tutto fermo, anche per tagli da Governo”

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La situazione di stallo e indeterminatezza nell’applicazione della legge regionale di riforma del trasporto pubblico locale, in particolare per l’avvio dell’Agenzia e la conseguente approvazione del nuovo piano di bacino, impedisce di fatto l’avvio di una fase di razionalizzazione e rilancio del sistema dei trasporti, lasciando senza risposte le difficoltà di utenti e pendolari. Ritardi, mancati collegamenti e coincidenze, sovraffollamenti, soppressioni di corse o di fermate senza alcun preavviso – si legge in una nota congiunta della Camera del Lavoro e Federconsumatori Brescia – si ripetono alimentando il senso di abbandono dei fruitori del trasporto pubblico ed esponendo gli autisti a reclami e invettive.

In questa situazione la Regione ha annunciato l’intenzione di ridurre le risorse messe a disposizione del sistema per il 2015 a causa dei tagli del Governo nazionale. Secondo quanto dichiarato dalla Regione nell’ambito di un incontro con Cgil, Cisl e Uil, sui 400 milioni del bilancio regionale messi a disposizione nel 2014, i tagli per il 2015 ammonterebbero a 150 milioni di euro. Stante questa situazione, non è difficile pensare ad un ulteriore peggioramento del trasporto pubblico locale, compreso il possibile inasprirsi del clima respirabile sui mezzi urbani e extraurbani, senza escludere i treni regionali. Se consideriamo anche i recenti fatti di cronaca di cui sono stati vittima gli autisti, la situazione chiede di essere valutata in maniera approfondita per l’individuazione di interventi positivi.

Fra questi non può considerarsi efficace la soluzione emersa nell’incontro in Prefettura con le imprese di trasporto, di integrare ai controllori le guardie giurate con funzioni di pubblica sicurezza. La presenza di guardie armate non è di per sé tranquillizzante, anzi, può alimentare il senso dell’esposizione al pericolo per gli autisti e per gli stessi passeggeri, il che non è auspicabile tanto più considerando il numero dei fenomeni accaduti che, per quanto deprecabili, a detta della stessa Prefetta, non sono tali da destare allarmismi. Sarebbe più sensato accogliere la richiesta di Davide Bertolassi, di Rsu Brescia Trasporti, di affiancamento dei verificatori o di coinvolgimento di figure della intermediazione sociale e culturale. O pensare, come vale per gli istituti bancari, alla dotazione di dispositivi per collegamenti diretti con le forze dell’ordine da parte di verificatori e autisti, in modo da sollecitarne l’immediato intervento in caso di pericolo.

Questo escluderebbe “l’elemento più interessante”, così definito dal Presidente di Brescia Mobilità, ovvero quello di poter esternalizzare il lavoro dei verificatori. In tempi di grave crisi occupazionale – continua la nota – favorire la tenuta e lo sviluppo dell’occupazione rientra nella sfera della responsabilità sociale dell’impresa, senza esonerarla nel caso dei trasporti dall’attivarsi per un clima di reale sicurezza per utenti, pendolari e lavoratori. Più in generale, l’istituzione di un tavolo per un confronto con le parti sociali sulla situazione del trasporto pubblico locale e per le sue prospettive, a Brescia resta urgente e, fuori dall’emergenza, investe Prefettura e istituzioni locali.