MILANO – “Vedere le città invisibili” a Bookcity l’artista Isabella Angelantoni si ispira a Calvino

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Il titolo della mostra sembra un gioco di parole di quelli che sarebbero piaciuti a Italo Calvino. E d’altronde è lui l’ispiratore dell’opera di Isabella Angelantoni Geiger che, nella nuova edizione di “Bookcity” in calendario a Milano dal 13 al 16 novembre, presenta la sua personale “Vedere le città invisibili”, la cui inaugurazione è prevista giovedì 13 novembre alle 18,30 nello Spazio Carantruà di via Manzoni a Milano. Un omaggio al testo di Calvino e, insieme, l’avvio di un nuovo percorso di ricerca che l’artista compie sulla scia dell’astrattismo di Paul KLee. “L’arte non deve rappresentare il visibile, ma rendere visibile l’invisibile” diceva Klee. Isabella Angelantoni Geiger applica questa “formula” al testo che più ha amato di Calvino, ricavandone una ventina tra disegni e sculture, molte delle quali realizzate con il solo filo di ferro. “Ho letto ‘Le Città Invisibili’ quando frequentavo la facoltà di architettura – racconta l’artista – ed è stata subito una folgorazione.

E’ stato allora che è nato il mio innamoramento per questo autore: per la sua chiarezza soprattutto. Calvino è uno scrittore limpido e lucido, come vorrei fosse sempre l’arte”. Isabella “ha accolto l’artificio letterario dell’opera di Calvino con leggerezza – afferma lo storico e critico Matteo Guarnaccia – e ha saputo dargli spazio, applicarlo a un’utopia volenterosa. Le città in cui la nostra progettista di mondi ci invita a sostare, sono il frutto del lavoro di una donna che, mentre la vita scorreva tutt’intorno, come un ragno silenzioso ha filato la sua tela nell’ombra, in tutti gli angoli del suo cuore”. Impegnata in un percorso di ricerca dell’essenziale e di una sintesi di parole, segni, atti ed energia, l’artista è partita dal disegno e da piccoli spazi dalle sottili linee nere per approdare alla terza dimensione, dove i suoi segni grafici sono diventati fili di metallo. Il materiale che meglio le permette un alto grado di manipolazione.

“Questo plasmare con le dita mi porta a realizzare delle gabbie – racconta ancora Isabella Angelantoni Geiger – sono le gabbie in cui viviamo, gabbie mentali. Un insieme di nodi da sciogliere e fili persi da ritrovare oppure legami da cucire o, in alcuni casi, da ricucire”. Durante la mostra sono in programma letture di brani selezionati, tratti proprio dal libro di Calvino venerdi 14 novembre alle ore 18,30, sabato 15 alle 18,30 e domenica 16 alle 17. Isabella Angelantoni Geiger nasce a Milano dove vive attualmente. Laureata alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, collabora con prestigiosi studi di architettura di Milano. Nel corso degli anni avvia, oltre all’attività professionale che la conduce ad approfondire gli aspetti legati alle grandi trasformazioni territoriali e alla riqualificazione urbana, la sua indagine personale sul rapporto tra il segno e lo spazio.

Dopo una iniziale esperienza rivolta alla grafica, al disegno e alla realizzazione di opere tessili, l’esplorazione oggi si orienta verso le tematiche legate alle trasformazioni spaziali e alle sue deformazioni. Lavorare il metallo e il filo di ferro le permettono, infatti, di riscoprire la tridimensionalità propria del lavoro dell’architetto. “Bookcity Milano” è un appuntamento per tutti. Centinaia di eventi, tra incontri con gli autori, presentazioni di libri, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli e seminari. Alcuni luoghi della cultura e della vita sociale milanese diventano le sedi tematiche per ospitare autori, mostre e dibattiti. In tutta la città librerie, biblioteche, scuole e istituti culturali propongono eventi dedicati al libro e alla lettura.