LONATO – Come aiutare l’ambiente? Biogas

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“Secondo l’ultimo rapporto Onu diffuso nei giorni scorsi e approvato dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc), l’aumento dei gas serra – si è detto alla conferenza stampa Valli SPA – dovuto a combustione di carboni fossili e alla deforestazione sono le principali cause del riscaldamento dalla metà del ventesimo secolo”.
La Valli Spa ha voluto spiegare, durante la conferenza stampa svoltasi nei giorni scorsi alla presenza di Parolini, in rappresentanza della Valli Spa, della dott.ssa Livia Molinari, Ufficio Ambiente, Sicurezza e Qualità Valli Spa, dell’architetto Michela Gambaretti e dell’ingegner Dennis Noventa, perché l’impianto di Lonato ottimizza il ciclo di lavorazione dei rifiuti già trattati, è ecologico e fa risparmiare energia da combustibili fossili.
“Il biometano – hanno spiegato – è una fonte di produzione energetica rinnovabile, come sostiene anche il ministero dell’Economia, e va nella direzione auspicata anche dall’ultimo rapporto dell’Onu sul clima”.
“Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera – puntualizzano gli esperti – hanno raggiunto i più alti livelli «in 800 mila anni», «resta poco tempo» per riuscire a mantenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi: dice la sintesi del rapporto.
E gli esperti aggiungono che le emissioni mondiali devono essere ridotte dal 40 al 70% tra il 2010 e il 2050 e sparire dal 2100. «L’influenza umana sul sistema climatico è chiara, dobbiamo agire rapidamente e in modo decisivo, e abbiamo i mezzi per limitare cambiamenti climatici e costruire un futuro migliore», sono state le affermazioni del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon”.
«Ognuno di noi ha il dovere di agire come e dove può per raggiungere un obiettivo fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta e l’impianto che la Valli Spa intende realizzare va proprio in questa direzione», ha spiegato ieri Sergio Parolini, in rappresentanza dell’azienda di Lonato del Garda, nel corso di una conferenza stampa. «La linea di produzione di biogas si inserisce, infatti, – ha detto ancora – all’interno dell’impianto di recupero di rifiuti speciali già esistente, ottimizzando in maniera decisa il ciclo di lavorazione, da un punto di vista ecologico e produttivo». La valorizzazione energetica dei rifiuti, che attraverso un trattamento di fermentazione anaerobica produrranno biogas, permetterà, d’altro canto, di generare energia elettrica da una fonte rinnovabile perché, precisa Parolini, il «biogas viene prodotto in modo naturale dalla fermentazione in assenza di ossigeno da residui organici», il biogas così prodotto viene poi depurato e convogliato in un cogeneratore per la produzione di energia elettrica.
E che il biometano sia una fonte di produzione energetica non solo da sostenere, ma anche da incentivare lo ha ribadito il ministero per lo Sviluppo economico, in accordo con quello dell’Ambiente e dell’Agricoltura, nel Decreto del dicembre 2013 dove tra l’altro si legge che «il biometano risulta una risorsa utile ai fini della sostituzione dell’utilizzo dei combustibili e dei carburanti di origine fossile e quindi anche per la riduzione delle emissioni di gas serra». Sottolinea, Parolini, che «è difficile capire le posizioni di chi, a priori, si ostina ad osteggiare l’impianto che, al contrario, fa bene all’ambiente, fa risparmiare energia prodotta da combustibili fossili, chiude un ciclo di trattamento dei rifiuti in modo ancor più virtuoso».
Per quel che riguarda poi la localizzazione della linea di produzione di biogas, il rappresentate della Valli Spa, ricorda che «la zona in questione rientra in una macroarea industriale e produttiva, come sia il Piano di governo del territorio di Lonato sia il Piano territoriale di coordinamento provinciale hanno stabilito» e aggiunge che «basta fare un giro nella zona per rendersi conto che lì ci sono già allevamenti zootecnici intensivi, svariate attività artigianali, estrattive, industriali di varia natura, in alcuni casi abbandonate e degradate, che non hanno alcun pregio né paesaggistico né architettonico». Una zona storicamente di tipo industriale e produttivo, tanto che la Commissione Paesaggio del Comune di Lonato ha espresso parere positivo fornendo alcune indicazioni, come il colore delle strutture e la piantumazione di specie arboree, per un’ottimale mitigazione «a cui puntualmente ottempereremo».
In sintesi Sergio Parolini ha ricordato che «per la produzione di biogas verranno utilizzati rifiuti il cui trattamento è già autorizzato; non ci sarà alcun aggravio di traffico, proprio perché i quantitativi di rifiuti sono quelli già autorizzati; dal punto di vista paesaggistico l’impatto sarà minimo e si inserirà, comunque, in un’area già decisamente antropizzata e di carattere industriale e produttivo; le emissioni saranno quelle tipiche dei motori a metano e il biogas prima di essere trasformato in energia elettrica verrà sottoposto a un trattamento preliminare per raffreddarlo, rimuovere l’umidità ed eventuali impurità; inoltre, in coda al processo è stato inserito un postcombustore, dove verranno abbattuti eventuali residui incombusti; tale tecnologia è stata aggiunta a seguito del lungo dibattito avuto in questi mesi per garantire al di sopra di ogni ragionevole dubbio un impatto in termini emissivi bassissimo, ancor più se consideriamo che questa linea di biogas consentirà di eliminare ogni altra forma di emissioni anche nelle fasi di successivo utilizzo del digestato; i motori utilizzati hanno ottime caratteristiche di insonorizzazione; verrà migliorato l’aspetto degli odori perché carico e scarico avverranno in capannoni chiusi, lo stoccaggio sarà limitato al minimo e il digestato in uscita sarà stabilizzato dal processo di tipo termofilo; infine, per quel che riguarda suolo, sottosuolo e acque sotterranee, in tutta la struttura la gestione di materiali e processi si svolgeranno in capannoni chiusi e/o contenitori a tenuta stagna, tutta la superficie dell’impianto sarà impermeabilizzata e i digestori per la linea del biogas saranno collocati in un apposito bacino di contenimento».