BRESCIA – Legge stabilità, chiudono Polizia di Iseo e Salò. Sindacato: “Senza logica, rischia la sicurezza”

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Come avevamo previsto e spiegato fino a sgolarci, saranno i poliziotti a pagare il tanto agognato “sblocco dello stipendio” e chi ne pagherà le conseguenze peggiori saranno i cittadini alla faccia della volontà di fornire sicurezza tanto sbandierata dal Governo. Ripartono infatti con maggior vigore da parte del Viminale e del Dipartimento – si legge in una nota diffusa dal Sindaco Autonomo di Polizia – gli incontri per procedere alla chiusura di 267 uffici che il 6 novembre scorso, alla presenza del Vice Capo Vicario Marangoni, il Direttore Centrale per gli Affari Generali Truzzi e quello per le Specialità della Polizia di Stato Sgalla, è stato rivisto l’elenco degli uffici le cui chiusure dovranno avvenire entro i primi mesi del prossimo anno. Le lotte fatte dal Sap nei mesi precedenti in cui veniva coinvolta l’opinione pubblica hanno permesso di togliere dalla famigerata lista ben undici commissariati di Polizia.

Il tentativo di far passare la manovra per un progetto di rimodulazione finalizzato al miglioramento dei servizi non trova alcun riscontro oggettivo, se non quello di segno opposto che palesa una chiara, evidente e netta sforbiciata nello spirito della spending review. Per comprendere che il progetto è privo di ogni logico presupposto – continua la nota – basti pensare che è stato rappresentato un incremento dell’organico della Polizia Stradale dagli attuali 11.520 operatori a 12.500 e che il personale Polfer passerà da 4.500 a 5.500. Alla doverosa domanda posta su come ciò potrà avvenire in considerazione dell’attuale turnover al 55% e con la Legge di Stabilità in via di approvazione che blocca le assunzioni sino al dicembre 2015, l’unica risposta è stato il solito “silenzio assordante”. Nella sola nostra provincia è stata confermata la chiusura dei distaccamenti della Polizia Stradale di Iseo e Salò, mentre le sedi di Montichiari e Chiari saranno elevate a sottosezioni autostradali e l’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea di Montichiari sarà soppresso.

Il Sap ha già manifestato chiaramente che non ha alcuna intenzione di avallare il progetto enunciato, poiché prima si deve necessariamente procedere a una riforma dell’apparato della sicurezza che riduca i corpi di polizia e le burocrazie. Poi saremo disposti a discutere del resto. Sinceramente, pur sforzandoci, non riusciamo a vedere i tanto ventilati risparmi verso la chiusura degli uffici sopra elencati ma soprattutto vediamo preoccupante una diminuzione della sicurezza per i cittadini della provincia. Se poi analizziamo alcune proposte, appaiono assolutamente sconsiderate: la volontà di sopprimere l’Ufficio di Polizia di Frontiera di Montichiari, che attualmente non comporta costi a carico del Dipartimento (le spese degli uffici occupati dalla Polizia sono a carico della società che gestisce lo scalo) non porterà all’automatica chiusura dell’aeroporto, che, come si è potuto leggere negli ultimi giorni sugli organi di comunicazione, è tornato alla ribalta con un possibile accordo tra Bergamo e Venezia, che mette addirittura paura all’aeroporto di Malpensa ben consapevole della posizione più favorevole dello scalo Bresciano, come dichiarato dal patron di Esselunga Bernardo Caprotti in più interviste nel corso degli anni, dimostrandosi così un acuto uomo d’affari sempre attento alle novità.

Il personale attualmente presente dovrà rimanere all’aeroporto di Montichiari, però andando a gravare sulla Questura di Brescia, una Questura che come più volte abbiamo detto è bisognosa di mezzi e soprattutto di uomini, non certo di altre incombenze quali la gestione, anche in termini numerici di uomini, di un aeroporto finalmente in odore di espansione. Per il personale della Polizia Stradale – va avanti la nota del sindacato – si può prevede un riassorbimento negli altri distaccamenti della Provincia, quindi il “risparmio” di un affitto per il Dipartimento (anche in questo caso un risparmio fittizio in quanto gli uffici del Distaccamento di Salò sono stati dati in comodato gratuito dal Comune di Salò) verrà pagato dai poliziotti che vedranno aumentare le loro spese personali e dai cittadini che perderanno i presidi sul territorio, territori vasti come quello di Salò e Iseo soprattutto nel periodo estivo per un aumento esponenziale di turismo sui laghi bresciani.

Infatti, chiudendo Iseo e Salò e diventando Montichiari e Chiari sottosezioni autostradali, uffici deputati prioritariamente al pattugliamento autostradale, la viabilità della Provincia di Brescia tristemente nota alla cronaca per l’elevato numero di incidenti stradali (dati Istat 2013 al 5° posto per la più alta percentuale di morti sulla strada e al 9° posto per il numero totale di sinistri) sarà affidata solo a pochi distaccamenti, con i comprensibili disagi di chi dovrà attendere a Ponte Caffaro l’arrivo di una pattuglia proveniente da Desenzano. C’è da ricordare, inoltre, che la provincia bresciana, nonostante sia tra le più vaste del territorio italiano, conta la presenza di un solo commissariato di Polizia di Stato, a Desenzano del Garda, e la chiusura dei distaccamenti limita ancor di più la presenza e di conseguenza la sicurezza dei cittadini sull’intera provincia bresciana. Ribadiamo – conclude la nota – che non accetteremo passivamente tali comportamenti che nulla hanno a che fare con il vero risparmio e che metteremo in atto tutto quanto in nostro potere per opporci a questo insensato disegno.