BASSA BS – Allarme nitrati nell’acqua di bassa e Franciacorta. I gestori: “Controlli ok e nuovi pozzi”

0

E’ pericolo nitrati nelle acque di tredici paesi tra la bassa bresciana e Franciacorta. La notizia è riportata da Bresciaoggi che parla di come dall’estate dell’anno scorso la concentrazione dell’elemento chimico prodotto dall’azoto nei concimi animali, fertilizzanti e fogne sprovviste di depuratore, sia addirittura in aumento e abbia raggiunto in certi casi anche le falde acquifere da dove arriva l’acqua dei rubinetti.

Azzano Mella, Brandico, Castegnato, Corzano, Dello, Lograto, Longhena, Maclodio, Mairano, Orzivecchi, Ospitaletto e Paderno sono i più colpiti secondo le analisi compiute dall’Asl e dai gestori del servizio idrico. Ma a Travagliato la quantità è arrivata fino a 50 milligrammi per ogni litro di acqua, limite massimo secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nessun allarme, però, per quanto riguarda l’acqua che i cittadini usano dal rubinetto per lavarsi e cucinare: i gestori delle reti, attraverso i loro impianti, usano solo una piccola quantità da quelle falde e vengono poi filtrate e pulite senza creare problemi.

E vedendo le altre situazioni in campo, sembra realmente che si tratti solo di una “tempesta in un bicchiere”. AoB2 che gestisce il servizio in Franciacorta per Cogeme parla di miglioramenti negli interventi, grazie anche alla previsione di costruire nuovi impianti. E’ quello, per esempio, che succederà a Paderno con un nuovo pozzo, mentre a Castegnato, dove i nitrati arrivano fino a 44 milligrammi per litro, le criticità riguardano solo una piccola parte del paese e per un pozzo che verrà chiuso. Anche a Travagliato, come detto, la situazione è a rischio, ma i gestori parlano di nuovi pozzi, soluzione ideale per evitare la presenza di nitrati.

Ma da dove arrivano questi prodotti? Nell’occhio del ciclone sono finiti gli agricoltori, presenti in abbondanza in queste zone, che li userebbero per concimare i terreni e quindi finirebbero in profondità per contaminare l’acqua. Peccato, però, che in alcuni paesi dove si fa uso di questa pratica la concentrazione sia molto inferiore. Quindi? Coldiretti, che difende proprio gli agricoltori locali, interpellata dal quotidiano bresciano, ha parlato di cause dovute soprattutto alle attività industriali e alle discariche presenti sul territorio.