PIOLTELLO (MI) – Morì aiutando una persona sulla strada di Chiuduno, inaugurata via Eleonora Cantamessa

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“Siete la prima città che dedica ad una martire della salute una via del proprio comune. Ed è un gesto denso di grande significato, che verrà seguito da tanti altri. Via Eleonora Cantamessa. E’ un orgoglio per noi tutti lombardi. Abbiamo una buona sanità, ma ciò è possibile perché abbiamo medici come Eleonora Cantamessa. Dei medici pronti a sacrificarsi, che non instaurano con le persone solo rapporto di tipo professionale, che è fondamentale, ma anche di profonda partecipazione umana. Perché questo è il senso del gesto di Eleonora Cantamessa”. Mario Mantovani, vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia, questa mattina ha dato inizio con queste parole all’apertura della cerimonia di intitolazione di una via di Pioltello, in provincia di Milano, alla dottoressa.

“Chi può gettarsi da un’auto non ancora ferma per correre a soccorrere – ha aggiunto Mario Mantovani – in mezzo alla strada una persona ferita, mentre c’è in corso una lite? Solo chi è mosso da questi veri e forti sentimenti. Io credo che Eleonora non abbia certo corso il rischio di essere catalogata, come dice Papa Francesco, tra quei cristiani dalla coscienza anestetizzata”. Il ricordo dell’eroica dottoressa di Trescore Balnerario si arricchisce dunque di un ulteriore riconoscimento pubblico: via Eleonora Cantamessa, medico. Una strada cittadina che le è stata dedicata con una toccante celebrazione svolta nell’auditorium di Cascina Dugnana, a Pioltello alla presenza di autorità politiche nazionali e territoriali. La dottoressa Cantamessa, ginecologa alla Clinica Sant’Anna di Brescia e titolare di uno studio privato a Trescore Balneario suo paese di origine, la sera dell’8 settembre dello scorso anno si è resa protagonista di un gesto di profonda solidarietà umana e professionale: mentre rientrava a casa a bordo dell’auto guidata da un amico, ha visto che in mezzo alla strada vi era un uomo ferito a seguito di una rissa a Chiuduno, in provincia di Bergamo.

“Si ferma a prestare soccorso e lo fa in un momento molto, molto difficile. Ma lo fa lo ugualmente. Il suo non è stato un gesto qualsiasi: è stata un’azione eroica proprio perché lei era cosciente di affrontare un momento molto pericoloso” ha evidenziato Mario Mantovani raccontando i dettagli della vicenda, “significativi per attribuire il giusto valore al grande senso del dovere della giovane dottoressa, tutti caratterizzati dall’amore e dalla passione per gli altri e per i suoi pazienti, che non si limitava a curare, ma di cui si prendeva cura” come hanno ricordato i genitori. “Si è bravi quando si porta a termine una riuscita operazione chirurgica, ma c’è poi tutto quello che segue e ne consegue a cui bisogna pensare – ha detto l’assessore alla Salute.- E’ allora che inizia il senso del prendersi cura, di farsi carico del paziente, della persona, delle fragilità: è proprio questo il leit motiv di questa riforma della sanità che stiamo affrontando”.

L’amministrazione comunale di Pioltello ha voluto dedicare la via all’eroico medico non perché la sua attività avesse interazioni con quel territorio, “ma perché il suo gesto di immensa umanità merita di essere ricordato ad esempio per tutti” come hanno detto il sindaco e gli amministratori locali presenti. In proposito l’assessore regionale alla Salute Mario Mantovani ha invitato il sindaco Cristina Carrier e l’assessore ai Lavori pubblici Annalisa Colombo a sensibilizzare anche le scuole affinché gli insegnanti possano portare i ragazzi in via Eleonora Cantamessa e “raccontare loro la sua storia, affinché sia un esempio reale, concreto e vicino a tutti noi”. Il vice presidente Mantovani ha inoltre ricordato che sono state definite le due borse di studio alla sua memoria che verranno concesse ad altrettanti giovani medici. Il gesto eroico della dottoressa aveva anche ottenuto il riconoscimento da parte di Papa Francesco, che in una lettera ai parenti aveva espresso “lode a Dio per questa testimonianza di carità cristiana” degna del buon Samaritano.