NUVOLENTO – Chiuso fra cose immortali: spettacolo itinerante

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“Sul finire dell’estate di quell’anno – scrive Ernest Hemingway, in Addio alle armi – eravamo in una casa in un villaggio che di là del fiume e della pianura guardava le montagne. Nel letto del fiume c’erano sassi e ciottoli, asciutti e bianchi sotto il sole, e l’acqua era limpida e guizzante e azzurra nei canali. Davanti alla casa passavano truppe e scendevano lungo la strada e la polvere che sollevavano copriva le foglie degli alberi. Anche i tronchi degli alberi erano polverosi e le foglie caddero presto quell’anno e si vedevano le truppe marciare lungo la strada e la polvere che si sollevava e le foglie che, mosse dal vento, cadevano e i soldati che marciavano e poi la strada nuda e bianca se non per le foglie.”
Alle 15 di domani, 9 novembre 2014, la compagnia teatrale “Il Servomuto” darà vita ad uno spettacolo itinerante per le vie del paese: “Chiuso fra cose immortali”.

Si tratta di letture teatrali in ricordo della Prima Guerra Mondiale, selezionate da Michele Segreto e Pavel Zelinskiy per Il ServoMuto/Teatro e Acque E Terre Festival. I testi verranno letti da Davide Domenico Gasparro, Pavel Zelinskiy, Irene Carta e Michele Segreto.

“Ogni popolo – recita la sinossi – andava con una fiaccola in mano per le strade d’Europa. E ora c’è l’incendio.”
Con queste parole Jean Jaurès riassume in maniera semplice ma esaustiva i meccanismi, le scelte politiche, le tensioni che condussero, tra il 1914 e il 1918, l’Europa alla guerra e quindi sull’orlo della distruzione.
Quella che infuriò in quegli anni fu la prima guerra combattuta interamente su scala industriale e mondiale, la guerra con il maggior numero di morti mai registrato, tra civile e soldati, la guerra più distruttiva mai conosciuta fino ad allora. Partendo da un’accurata ricostruzione storica del periodo, lo strumento teatrale analizza specificamente la guerra combattuta sul fronte italiano a partire dall’anno 1915.
Utilizzando fonti letterarie, bibliografiche, documentali ed epistolari, si prova a ricostruire un’immagine credibile della guerra, di chi l’ha combattuta, di chi è tornato per raccontare e di chi non ha potuto farlo.
Quanto di ciò che accadde in quegli anni ancora ci parla?
Cosa condividiamo con i milioni di uomini e donne che presero parte all’azione?
Come partire da quella consapevolezza per evitare che la guerra torni a flagellare l’Europa e il mondo?”.

L’ingresso è gratuito.