BRESCIA – Rimosso cartello su A4 contro BreBeMi, interviene Antitrust. Federconsumatori: “Perché è stato tolto?”

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Su iniziativa di Federconsumatori Lombardia, l’Antitrust ha deciso di interessarsi al caso del cartello di pubblicità comparativa tra Autostrada A4 (Milano-Venezia) e Brebemi (la direttissima dal capoluogo lombardo per Brescia) prima esposto poi scomparso. In quel cartello, apparso all’imbocco dell’Autostrada A4 verso Venezia il 24 luglio scorso era riportato che attraverso quel tratto di strada si poteva andare da Milano a Brescia percorrendo un tragitto di 77 chilometri (contro i 92 di BreBeMi) spendendo 6,30 euro per le auto e 15,30 euro per i Tir, a differenza di BreBeMi che avrebbe fatto pagare rispettivamente 12,40 e 33,60 euro.

BreBeMi ha deciso di denunciare il tutto al Tribunale di Brescia, ritenendo quell’informazione lesiva della propria immagine, ma il Giudice ha rigettato il ricorso, riconoscendo di fatto le ragioni di chi quel cartello l’aveva installato. Che però Autostrade per l’Italia, la società che ha in gestione A4, ha comunque provveduto a rimuovere. “Perché?” si è chiesto Gianmario Mocera, presidente di Federconsumatori Lombardia, che aggiunge: “Era uno dei pochi casi di pubblicità comparativa presenti nel nostro Paese, un tipo di informazione molto utile per il consumatore.

Per cui siamo rimasti negativamente colpiti vedendolo rimosso, anche dopo una sentenza positiva del Tribunale. Pure diversi nostri tesserati si sono domandati come mai fosse sparito. Ecco allora che abbiamo fatto un esposto all’Autorità generale della concorrenza e del mercato che ha deciso di interessarsi al caso”. “La Direzione verificherà la rilevanza dei fatti segnalati per i profili di competenza e in caso di avvio di istruttoria ne darà comunicazione” è la risposta pervenuta a Federconsumatori dall’Antitrust, il cui dipartimento Agroalimentare e Trasporti sta già approfondendo il caso.

“Speriamo se non altro di dare un segnale – conclude Gianmario Mocera – per fare in modo che qualsiasi strumento utile al consumatore per avere maggiori informazioni relativamente l’economicità di un servizio, possa essere legittimamente e liberamente utilizzato. Bisogna fare in modo che lo strumento della pubblicità comparativa divenga merce meno rara e che sia presente nel nostro quotidiano con maggior frequenza, al di là di qualsiasi reticenza e dei ‘poteri forti’ che ne possano inficiare l’utilizzo”.