BRESCIA – Al Nuovo Eden il film “Class Enemy” per quattro giorni

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Da venerdì 7 a lunedì 10 novembre, presso il cinema Nuovo Eden sarà proiettato il film “Class Enemy”, diretto da Rok Bicek.

In un liceo sloveno, le relazioni tra il nuovo professore di tedesco e i suoi studenti si complicano quanto più vengono a galla le diversità inconciliabili fra i loro modi di intendere la vita. In seguito al suicidio di una studentessa, i compagni accusano l’insegnante di avere una forte responsabilità nella morte della ragazza. Il clima di tensione generato dalla grave accusa dà così vita a opposte dinamiche dai confini sempre più sfuggenti.

Ecco i giudizi della critica:

“Diretto da un regista sloveno non ancora trentenne e presentato alla Settimana delle Critica di Venezia, un esordio intelligente che scarta ammirevolmente tutti gli stereotipi dello ‘school movie’. Non solo per l’ottima composizione del cast, assortimento di attori professionisti e studenti scelti nelle scuole. La sua forza sta nell’assumere diversi punti di vista […]”

Roberto Nepoti, La Repubblica

“Ci sarà una ragione se ogni volta che un regista, generazione dopo generazione, si cala l’elmetto e torna nella trincea della scuola, ne esce un film vivo, vibrante, traboccante di energie e di domande senza risposta. Che per giunta non sono mai le stesse perché la scuola è un sismografo infallibile di tutto ciò che è in gioco in una comunità in un dato momento storico, sul piano del potere e dei modelli a cui obbedisce quella comunità. Ovvero della loro legittimità.”

Fabio Ferzetti, Il Messaggero

Il risultato è quello di un universo scolastico che diventa specchio del mondo che lo circonda, costruito con controllati piani sequenza e intensi primi piani dove si riflette un po’ lo sguardo sociale del regista, ma dove emerge soprattutto la voglia di sottolineare il rischio che nasce dall’essere troppo sicuri delle proprie idee.

Paolo Mereghetti, Corriere della Sera

Class Enemy, folgorante (sul serio) esordio dello sloveno Rok Bicek, classe 1985. (…) Sullo schermo, un rapporto di causa-effetto apparentemente semplicissimo: un nuovo professore di tedesco, una classe che esplode. Eppure, la tavolozza umana di Bicek non ha bianco e nero, ma tutte le sfumature del caso, i chiaroscuri psicologici, le ambiguità etiche, le relazioni politiche tra bene e male: chi è il colpevole, soprattutto, c’è un colpevole? […] E al posto di strillare Occupy qualcosa, lui ha deciso di sgombrarci il cervello: non è da tutti, eh?”

Federico Pontiggia, Il fatto quotidiano