PAVIA – Caso Maugeri, nessun licenziamento. Si cercano nuovi investitori o aprire società esterna

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La Fondazione Maugeri vuole risanare i propri conti mantenendo integro il perimetro delle proprie attività sanitarie. Si farà fronte alla diminuzione dei ricavi (329,2 milioni nel 2011 a 305 nel 2013) per effetto della spending review – si legge in una nota dell’azienda diffusa dopo la conferenza stampa di stamattina nella sede centrale a Pavia che ha visto anche il presidente Gualtiero Brugger – all’elevato costo del personale e all’impatto degli oneri relativi alle vicende giudiziarie del 2012 (patteggiamento di 16 milioni), con una serie di interventi.

Nessun esubero è attualmente previsto. Per procedere al risanamento, anziché operare singole vendite di strutture (21, attualmente), si prospetta un accordo con i creditori, per i quali è già stata attivata la procedura di concordato “in bianco”, un periodo di 4 mesi, rinnovabile per altri due, sotto la vigilanza del Tribunale. Se l’accordo non sarà ottenuto, si procederà al concordato preventivo in continuità. L’indebitamento, al primo semestre 2014, ammonta a 193 milioni. La Fondazione punta a ridurre tutti i costi e in particolare quello del lavoro, oggetto di trattativa con i sindacati, per riallinearsi a quelli di istituti simili (60% contro 47,8%).

La Fondazione sta valutando soluzioni per consentire l’ingresso di nuovi investitori. Una delle ipotesi allo studio – continua la nota – è rappresentata dalla costituzione di una nuova società alla quale conferire le attività sanitarie, mentendo la Fondazione stessa il ruolo di socio di riferimento. Società nella quale potrebbero fare ingresso altri investitori, in virtù del valore della propria produzione e del proprio patrimonio immobiliare (che sostanzialmente vale circa 200 milioni). In pratica una soluzione simile a quella adottata nel settore bancario, con la separazione fra fondazioni e aziende.

CASO MAUGERI: ECCO LA SITUAZIONE