BASSA BS – Cantieri Tav, bassa bresciana e Garda uniti per chiedere un altro tracciato

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Montichiari dice “sì” al passaggio dei treni ad alta velocità, ma con opere per diminuire l’impatto sull’ambiente circostante. Fermo no, invece, dai Colli Morenici del Garda e preoccupazione da altri sette paesi della bassa bresciana. Sono contrastanti i pareri dei Comuni dove passerà la linea Tav e oggi, giovedì 6 novembre, scadono i termini per presentare osservazioni al progetto. E proprio oggi, da Montichiari a Roma andranno gli assessori Stefania Mosconi e Lia Brogiolo per consegnare al Cipe, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, il documento approvato pochi giorni fa in consiglio comunale.

In sintesi, il paese monteclarense vede nella nuova infrastruttura una possibilità per dare più peso all’aeroporto. E i tecnici confermano che, in ogni caso, i lavori sul territorio partiranno solo a gennaio del 2016, mentre l’anno prossimo il primo ad avere ruspe e mezzi sarà Lonato. E in questo tempo il Comune più grande della bassa chiederà di ridurre l’impatto ambientale, a partire dall’uso della ghiaia delle cave già attive, senza scavarne altre nuove. Anche il sindaco Mario Fraccaro non dice no alla Tav, ma “deve mettere al centro – dice – l’aeroporto”. Ma Legambiente Lombardia non è d’accordo sulla posizione del primo cittadino, visto che tra le osservazioni presentate al progetto parla di un aeroporto, quello di Montichiari, che “non fa parte del piano nazionale del Ministero dei Trasporti e ha l’indole per il cargo e merci, non passeggeri, quindi la Tav non va bene”. Tutti hanno votato a favore delle delibera che arriverà oggi nella Capitale, ma il Movimento 5 Stelle per esempio, ha parlato di “preoccupazione per un cantiere di dieci anni e su un territorio non indifferente”.

Fermo “no”, invece, dal Consorzio dei Colli Morenici che parla di “progetto con impatto insostenibile sul paesaggio, sull’ambiente, l’agricoltura, turismo e l’economica generale del territorio”. Ma il consorzio propone un’alternativa: rispolverare il vecchio progetto del 1992 che, per quanto riguarda il basso Garda, prevedeva il passaggio sulla linea dei treni già esistente e da modernizzare. Senza creare quindi, nuove opere, cosa che prevede con costi in più il nuovo sistema del 2003 e 2004 vicino all’autostrada. A farne le spese dal nuovo tracciato, secondo l’associazione dei produttori locali, sarebbero i marchi agricoli storici come il Lugana e il Grana Padano tra gli altri, che sarebbero costretti a ridurre la produzione per mancanza di terreni dove coltivare, ma anche il turismo penalizzato dai cantieri.

Borgosatollo, che non sarà interessato dai lavori, ma fornirà alcuni territori per la logistica, ne ha parlato in un’assemblea pubblica sul tema e intende coordinare nelle osservazioni altri sette comuni coinvolti in pieno, invece, dall’opera. Da una parte, come è emerso dall’incontro, il progetto dovrebbe prevedere un cantiere sul fiume Garza vicino a Castenedolo. Una situazione a rischio e critica dal punto di vista ambientale. Ma dall’altra può diventare un’opportunità per quanto riguarda il collegamento tra la rotonda di Capodimonte a Castenedolo e quella del cimitero  di Borgosatollo che può unire le zone industriali dei comuni e consentire un accesso più agevole ai camion.