BASSA BS – Progetto Tav, Legambiente: “Usare ferrovia esistente e niente cave di prestito”

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Sulla questione della Tav, la linea per i treni ad alta velocità per collegare Milano a Verona attraverso la bassa bresciana e il lago di Garda, Dario Balotta di Legambiente Lombardia ha presentato due osservazioni sul progetto. “Soprassedere alla previsione di variante di Montichiari e prevedere la realizzazione della nuova linea in affiancamento a quella esistente anche nella tratta gardesana, da Lonato a Peschiera”. Questa è in sintesi la posizione ribadita alla commissione sulla Valutazione Integrata Ambientale. Scelta che “consentirebbe di conseguire forti risparmi, intercettare il traffico dal capoluogo bresciano, limitare gli esborsi per espropri e contenziosi, nonché minimizzare gli interventi compensativi, risultando un potenziamento di corridoio infrastrutturale esistente, non intaccando territori agricoli di grande pregio (pianura irrigua bresciana, area vinicola del Lugana) e il valore delle produzioni”.

E poi il collegamento alta velocità con lo scalo di Montichiari è “in contrasto con il piano nazionale aeroportuale del Ministero delle Infrastrutture che prevede tre collegamenti per l’alta velocità negli scali di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia. Un quarto collegamento sarebbe un record europeo, assolutamente ingiustificato dalle previsioni, anche le più rosee, della domanda di traffico passeggeri e contraddittorio visto che lo stesso piano nazionale prevede la specializzazione di Montichiari nel segmento cargo-merci e non passeggeri”. Inoltre il trasporto merci “non è compatibile con le linee ad alta velocità nazionali ed europee. Il potenziamento del corridoio assicurerebbe la complementarietà con il trasporto regionale, il collegamento interpolo con la città di Brescia e l’accessibilità turistica nel ricco bacino del Garda attestandosi alle stazioni attuali di Peschiera insieme a Desenzano”.

Le osservazioni di Legambiente proseguono con “l’auspicio della revisione del progetto soprassedendo e stralciando la realizzazione delle cave di prestito previste e privilegiando in ogni caso il ricorso a materiali derivanti da selezione, lavorazione e riciclo di inerti e macerie”. L’associazione ambientalista boccia il progetto di soddisfare il fabbisogno di materiali inerti per la realizzazione dell’opera facendo esclusivamente ricorso a cave di prestito, con l’attivazione di ben sei cave da collocarsi a ridosso del tracciato della linea ferroviaria da costruirsi e, in particolare, in aree inserite nei comuni di Calcinato, Castenedolo, Lograto e Montichiari. Oltre a quanto sopra rilevato, si richiama che “la preventiva ricognizione della situazione con riferimento ai materiali idonei già disponibili, oltre ad essere imprescindibile a termini di legge, costituisce preciso impegno della Regione Lombardia.

In relazione a tale impegno dunque, si manifesta ancor più la necessità che il progetto venga rivisto, e prenda in considerazione effettiva i quantitativi di materiali già disponibili e reperibili sul mercato”. Legambiente conclude le sue osservazioni rammentando che “il Piano Cave Bresciano per le Sabbie e le Ghiaie ha già individuato i giacimenti sfruttabili a fini estrattivi e previsto in molti Ambiti Territoriali Estrattivi (ATE), dei quantitativi cosiddetti “di riserva”: questi potrebbero essere sfruttati ed eventualmente incrementati con le disponibilità residue del giacimento sfruttabile, facendo appello allo strumento delle cave di prestito, qualora i quantitativi disponibili sul mercato non consentissero di coprire i fabbisogni”.

PROGETTO TAV: OSSERVAZIONI DI LEGAMBIENTE