BRESCIA – Renzi a Brescia, Maroni: “Non dividere lavoratori e imprese”. Torri (Cisl): “Dialogo”. E a Bonometti “sconcerto”

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“Io sto dalla parte dei lavoratori. Sto dalla parte di chi lavora, che vuol dire anche il mondo delle imprese. C’è chi vuole dividere i lavoratori dai datori di lavoro: è sbagliatissimo, soprattutto in Lombardia, dove la struttura delle imprese il più delle volte mette insieme le due figure”.

L’ha detto poche ore fa il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, ospite della trasmissione televisiva “Orario Continuato” su Telelombardia, rispondendo a una domanda sulla visita del premier Matteo Renzi oggi all’assemblea annuale dell’Associazione Industriale Bresciana alla Palazzoli.

“A lei la responsabilità di Governo, a noi la responsabilità di dirle cosa suggerisce la competenza e l’esperienza della rappresentanza che tanti lavoratori e pensionati continuano ad affidarci”. E’ il commento di Enzo Torri, segretario della Cisl di Brescia, che ha avuto un breve scambio di battute a margine dell’assemblea.

“Ho consegnato a Matteo Renzi una lettera in cui la Cisl lo ringrazia per il segnale di fiducia che viene dalla sua visita a realtà produttive che sono espressione di un sistema che sa unire tradizione e innovazione, anche grazie alla sperimentazione a livello aziendale di relazioni industriali coraggiosamente nuove, nella forma e nella sostanza della contrattazione. Ma abbiamo ricordato al Presidente del Consiglio – dice il segretario – che a lui e al suo Governo è richiesto un di più di volontà verso il dialogo sociale”.

E il segretario della Cisl ha attaccato anche il presidente di Aib Marco Bonometti parlando di “sconcerto” per le accuse contro il sindacato “Bonometti ha mescolato luoghi comuni e un livore francamente sorprendente – ha detto – lanciando accuse gratuite e dubbi sulla nostra rappresentatività. Rispedisco il tutto al mittente, invitando il presidente Bonometti a circostanziare quel che dice. In casa nostra il tesseramento è legato ad un’anagrafe degli iscritti che nell’incrocio tra dati anagrafici e codice fiscale ci mette al riparo da qualsiasi leggerezza.

Nella stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro la rappresentanza si misura ogni tre anni con il rinnovo delle Rsu. Metà degli iscritti sono pensionati? Sì, persone che con il loro lavoro hanno consentito alle imprese bresciane di diventare grandi: siamo orgogliosi di continuare a rappresentarne interessi e aspirazioni. Detto questo, restiamo in fiduciosa attesa che arrivi dall’Aib qualche segnale sulla sua rappresentanza in relazione al sistema Brescia”.