NEWGEN VOICE – C’è chi brinda alla Leopolda e chi abbassa la serranda

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C’è chi brinda alla Leopolda e chi abbassa la serranda. Secondo dati recentemente diffusi da CRIBIS D&B, i fallimenti in Italia sono in continua crescita: le imprese fallite nel terzo trimestre 2014 sono 3.002, con un aumento del 74% rispetto allo stesso periodo del 2009.

Il trend dei fallimenti segna una costante crescita dal primo trimestre 2009 ad oggi. Libri in tribunale in crescita e a doppia cifra in tutta Italia tranne che nel Nord Est, che contiene i danni fermandosi al 5,4%.

La Regione più colpita è la Lombardia (15.656 aziende chiuse da inizio 2009 di cui 2.457 da inizio anno) seguita dal Lazio (7.160 casi da inizio 2009 di cui 1.164 nel 2014) e dalla Campania (966 casi da inizio 2014).

Tre quarti dei fallimenti riguardano società di capitale, a seguire le società di persone. Il settore più colpito è l’edilizia, ma la situazione è da codice rosso anche per il commercio ed i servizi in generale.

Nonostante il ritorno dei mutui al 100% con tassi di riferimento allo 0,05% ed il paventato (ma illusorio) rilancio dei consumi attraverso gli 80 euro in busta paga, il cappio attorno alle imprese si fa sempre più stringente. In media hanno spento le insegne 61 imprese ogni giorno, più di due imprese ogni ora.

Il futuro è solo l’inizio”. Questo il motto, preso in prestito da Bob Marley, della patinata convention Leopolda5, in cui tanti venditori di nuvole hanno parlato di spending review e jobs act. Ma se questo è l’inizio del futuro, il motto della prossima Leopolda6 rischia di essere “L’operazione è riuscita. Il paziente è morto”.

Nonostante la grande simpatia, ma altrettanto scarsa fiducia, che il premier ispira è tempo che i fatti concreti subentrino ai proclami azzardati. O l’unica cosa ad essere rottamata da Renzie sarà la nostra speranza.