BASSA BS – Doping alle mucche per produrre più latte. Denunce e maxi sequestro di farmaci nella bassa bresciana

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Mucche dopate per produrre più latte. E’ la scoperta che hanno fatto i carabinieri del Nas di Cremona rompendo un traffico illecito di farmaci dai Paesi extracomunitari e che aveva nella bassa bresciana un punto di riferimento per tutta la Lombardia. Gli allevatori somministravano medicinali di somatotropina alle mucche frisona, inserite tra le specialità per la produzione di formaggi, per far aumentare del 20% la produzione del latte e quindi dei latticini stessi. L’operazione, chiamata dagli inquirenti “Via lattea”, ha svelato una rete formata da agenti di commercio d’accordo sulla situazione e un veterinario e avendo legami anche con il nord est a estrazione agricola. 30 milioni di euro valevano i medicinali sequestrati dai Nas che hanno denunciato ventisei persone.

A un veterinario di Brescia operante in provincia di Cremona sono state messe le manette e ci sono altri sette indagati. L’accusa, formulata dal pubblico ministero della Procura di Brescia Ambrogio Cassiani, è di associazione a delinquere finalizzata al commercio e somministrazione di medicinali veterinari di provenienza illecita. Undici persone fermate abitano a Bresciano, mentre il resto è di Cremona, Mantova, Bergamo, Verona, Parma, Piacenza, Rovigo e Ragusa. L’operazione ha portato al controllo di 48 tra allevamenti e stalle, sequestrate oltre 4 mila mucche, 55 kg di medicinali e confezioni sospette e registri, mentre su migliaia di litri di latte saranno fatti controlli sanitari. La situazione è emersa quando un allevatore si è preoccupato delle condizioni di alcune sue vacche alle quali aveva dato la medicina.

Ha ammesso tutto agli inquirenti che così hanno potuto sgominare il traffico di farmaci. Nella rete è finito anche un imprenditore camuno del settore. La Lav, Lega Anti Vivisezione, ha parlato di “nuovo scandalo” dopo le denunce di doping fatte dalla stessa associazione. “L’ennesimo scandalo – scrive la Lav in una nota – conferma come i sistemi di allevamento producono dolore e sofferenza agli animali, perché non tengono in alcuna considerazione i minimi bisogni etologici tipici della specie. Tra questi, i gravi stress fisici e psicologici subiti da mucche e vitelli in seguito alla separazione attuata subito dopo il parto per prelevare il latte e un aumento di gravi patologie: il 30% delle mucche presenta zoppia secondo l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare. È urgente che le istituzioni a tutela di animali e consumatori affrontino questa grave situazione decidendo nuove norme non condizionate esclusivamente dagli interessi economici dell’industria”.