MONTICHIARI – Processo Green Hill Montichiari, pm: “Eliminazione programmata”. E spunta manuale di consigli

0

Ieri è iniziato il processo contro i vertici di Green Hill, l’allevamento di cani beagle di Montichiari chiuso due anni fa dalla Procura della Repubblica di Brescia per le proteste dei cittadini e associazioni animaliste e dove si è scoperto che gli animali subivano trattamenti di sperimentazione scientifica.

Nell’udienza di ieri, davanti alla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Brescia, il giudice ha deciso che Legambiente, Oipa e l’associazione “Vita da cani” non potranno costituirsi parti civili. Entrano, invece, la Lega Anti Vivisezione, la Leal, Lega nazionale difesa del cane ed Enpa. Gli imputati, come riporta Bresciaoggi, sono il legale del canile G. R, il direttore R. B., il veterinario R. G. e B. G. della Farms Group, l’impresa che fornisce cavie a tutti i laboratori del mondo.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 12 novembre quando si esamineranno cartelle cliniche dei cani e scambio di mail tra i vertici dell’azienda, ma già nella prima udienza ieri, come riporta il quotidiano bresciano, il pubblico ministero Ambrogio Cassiani che guida l’indagine ha parlato di “eliminazione sistematica”. In aula il pm ha diffuso una foto di un dipendente che faceva un selfie accanto alla carcassa di un cane e ha parlato di 6 mila beagle morti in quell’azienda, tra qui quelli inadatti alla sperimentazione e che Green Hill, secondo l’accusa, avrebbe soppresso per risparmiare sui costi.

Ma gli avvocati della difesa Enzo Bosio e Luigi Frattini hanno detto che “le regole sono sempre state seguite”, aggiungendo che “la mortalità era più alta quando i cani erano affidati piuttosto che quando fossero allevati nella struttura”. Ma gli animalisti hanno parlato di “cani con tanto di microchip e anagrafe che giustificano la morte con la detenzione in Green Hill”. E secondo l’accusa ci sarebbe anche un manuale con indicati i consigli per poter fare sperimentazioni senza incorrere in grane giudiziarie.