NEWGENVOICE – Carceri affollate, mancia a ex detenuti. E sberla ai disoccupati

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163 voti favorevoli, 39 contrari: tanto è bastato affinché il Decreto Svuota Carceri venisse approvato anche in Senato e trasformato in legge. Adottato dal Governo Renzi, rappresenta la risposta al problema del sovraffollamento delle carceri, questione annosa che da lungo tempo necessitava di una soluzione definitiva.

L’esigenza di intervenire è stata avvertita anni addietro, ma la volontà concreta di mettere mano alla normativa relativa al nostro sistema penitenziario ed al Codice Penale ha preso vita solo a seguito della sentenza Torreggiani (8 gennaio 2013) della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Una sentenza pilota con la quale l’Europa ha condannato l’Italia per la situazione delle sue carceri. A tale pronuncia hanno fatto seguito oltre 6000 ricorsi alla Corte Europea. Le condizioni dei detenuti sono al limite dell’umano, violano gli standard minimi di vivibilità, i carcerati sono costretti a trattamenti degradanti – ha tuonato, imperativa, l’Europa, richiamandosi all’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Il disfunzionamento del sistema penitenziario italiano era evidente. L’Europa ha dato all’Italia un anno di tempo per mettere la famosa ‘pezza’.

Ecco quindi che il Governo Renzi ha trovato (meglio, ha dovuto trovare) il tempo, tra le mille riforme promesse, di dedicarsi a quella della giustizia. Il risultato? Sconti di pena ai detenuti che nella fase di espiazione sono stati costretti a condizioni di sovraffollamento (un giorno di sconto ogni dieci passati in condizioni di sovraffollamento), limiti più restrittivi all’uso della misura della custodia cautelare, incremento del numero dei magistrati di sorveglianza e degli agenti penitenziari e risarcimenti in denaro agli ex detenuti. Proprio così, risarcimenti agli ex detenuti per ristorare il danno patito.

Risarcimenti che lasciano un retrogusto amaro nella bocca degli italiani e in particolare nella bocca di tutti quei padri di famiglia rimasti senza lavoro, di tutti i giovani disoccupati o precari, di tutti gli esodati o cassaintegrati e di tutti coloro che per arrivare alla fine del mese sono costretti a far salti mortali. Insomma, una vera e propria sberla, di quelle che fanno male. I soldi per il welfare e per aiutare le famiglie in difficoltà non ci sono, lo Stato continua a chiedere sacrifici agli italiani, ma i fondi per risarcire gli ex detenuti si trovano, a quanto pare.

Agli ex detenuti, stando a quanto previsto dalla nuova normativa, saranno corrisposti a titolo di risarcimento 8 euro per ogni giornata trascorsa in situazione di disagio, in condizioni non conformi alle indicazioni della Corte europea dei diritti dell’uomo. Tradotto in soldoni, si stima che lo Stato, per i prossimi tre anni, dovrà andare incontro ad un esborso di decine di milioni di euro.

Forse Renzi ha perso il contatto con la realtà? Varrebbe la pena ricordare lui la situazione economica nella quale versa l’Italia e gli italiani. La casse pubbliche possono permettersi, in un momento come quello attuale, di corrispondere agli ex galeotti tutti quei soldi? Da un punto di vista giuridico resta fermo e insindacabile il fatto che se un soggetto cagiona un danno ingiusto ad un altro è tenuto a risarcirlo. Resta altrettanto fermo il fatto, però, che per evitare tale situazione di non ritorno, una strada purtroppo obbligata dopo la condanna dell’Unione Europea, si poteva intervenire prima. Coi soldi che ora lo Stato impiegherà per risarcire gli ex detenuti avrebbe potuto tempo addietro costruire nuovi istituti di pena e i Governi precedenti avrebbero senz’altro potuto intervenire per ridisegnare il sistema delle pene, introducendo quegli elementi di novità, in primis il braccialetto elettronico, che in molti ordinamenti stranieri hanno fatto ingresso da tempo e che consentono di prevenire il problema.

Intanto piovono ricorsi su ricorsi ai Tribunali del Riesame, che rischiano di andare in tilt per la mole di lavoro. Spetterà infatti ai giudici del Riesame stabilire, a seguito di istruttoria, se e in che misura gli ex detenuti hanno diritto al rimborso. Resta ancora da capire se parametro di riferimento per autorizzare i rimborsi sarà la sentenza Sulejmanovic, con la quale la Corte Europea ha implicitamente fissato che ogni detenuto deve godere di almeno 3 metri quadrati di spazio.

“Renzi sta dalla parte dei criminali”, hanno scritto i senatori leghisti su uno striscione, sottolineando il fatto che le vittime dei reati, in molti casi, stanno ancora aspettando i risarcimenti che gli spettano in veste di parti civili. Anche il Movimento 5 Stelle critica la scelta legislativa del Governo Renzi, sostenendo che in realtà si tratta di un “indulto mascherato”.

Lo Svuota Carceri consentirà di ridurre la popolazione carceraria. Ma fino a quando l’Italia riuscirà a mantenere fede ai principi previsti all’articolo 3 della Convenzione Europea? Il problema del sovraffollamento degli istituti di pena è destinato a ripresentarsi. La strada intrapresa dall’Italia, quella delle amnistie, degli indulti, degli svuota carceri, degli sconti di pena non è in grado di offrire garanzie sul lungo periodo.