BRESCIA – Contratto fermo ed età di pensione alta, Polizia delle carceri a Roma contro il Governo

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I lavoratori della Polizia penitenziaria delle carceri bresciane e di tutta Italia sabato 25 ottobre saranno a Piazza San Giovanni a Roma per manifestare il proprio dissenso verso il Governo Renzi a seguito del blocco del contratto, per il sesto anno consecutivo, “che ancora una volta sta penalizzando fortemente i comparti Sicurezza e Difesa. La perdita economica, in busta paga, degli uomini e delle donne in divisa si attesta mediamente in mille euro l’anno per un totale di circa 6 mila euro dal 2010 al 2015.

I continui tagli economici – si legge in una nota – il mancato rinnovo contrattuale bloccato dal 2010 fino a tutto il 2015, il blocco del tetto salariale, la mancata assunzione di agenti (carenza organica nazionale di oltre 7 mila unità) e l’innalzamento dell’età pensionabile fino a 60 anni sono frutto di scelte politiche di austerity assolutamente sbagliate adoperati dai Governi in questi ultimi anni che non hanno riconosciuto realmente la specificità dei lavoratori appartenenti ai due comparti.

Tutto ciò ha ripercussioni negative sull’intera nazione in quanto pregiudica la tenuta e la garanzia della sicurezza del territorio, dei cittadini ma anche all’interno delle carceri appunto per la mancanza di fondi economici, di personale, di mezzi, gravi carenze strutturali e anche a causa dell’innalzamento dell’età media anagrafica dei lavoratori dei comparti costretti alla pensione ad oltre 60 anni. Ci immaginiamo le giovani ministre con una scorta di sessantenni, il territorio presidiato da pattuglie di Polizia o Carabinieri sessantenni, le carceri custoditi da poliziotti penitenziari sessantenni, i boschi e altro sorvegliati da uomini e donne del Corpo Forestale sessantenni, un esercito di sessantenni.

Praticamente siamo dinanzi, in prospettiva, ad un invecchiamento pauroso dei due comparti che sarà assolutamente deleterio per l’intera nazione. Il Governo dovrebbe investire sui giovani con le assunzioni – conclude la nota del sindacato – affinché si abbassi considerevolmente il tasso di disoccupazione e contestualmente immettere nuove leve nel mondo del lavoro”.