REZZATO – Incendio “Trailer” di Rezzato, la Procura di Brescia indaga su antincendio e cause

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L’incendio alla “Trailer” di Rezzato che mercoledì scorso ha bruciato 4 mila tonnellate di rifiuti plastici destinati al termoutilizzatore di Brescia è finito pochi giorni fa alla Procura della Repubblica di Brescia. C’è da capire per quale motivo siano divampate le fiamme e soprattutto perché il sistema antincendio non fosse in regola, visto che vigili del fuoco e protezione civile hanno dovuto prendere l’acqua dall’esterno per domare in una giornata di lavoro il fuoco.

A questo si unisce il rischio ambientale, visto che le diossine diffuse nell’aria dalla plastica al rogo non destano preoccupazioni secondo i primi dati forniti subito dopo il fatto dalle analisi effettuate dell’Arpa e Asl, ma bisogna valutare nei prossimi giorni. Intanto, le persone interrogate sul posto dal Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri, come riporta Bresciaoggi, saranno sentite dal pubblico ministero che guida l’inchiesta. Da una parte, come detto, gli inquirenti vogliono capire perché la ditta della bassa bresciana non fosse dotata di una certificazione per la prevenzione degli incendi e dall’altra se fosse autorizzata a tenere i rifiuti da mandare all’inceneritore.

Tutto però resta fermo. I materiali andati bruciati nel rogo sono stati spostati all’esterno dell’azienda ma sono sotto sequestro e quindi non possono essere rimossi e nemmeno, come nell’incarico della ditta, essere portati allo smaltimento. Questione che penalizza anche l’ordinanza del sindaco Davide Giacomini per sgomberare tutto e rimettere a posto la zona. Cosa ha provocato l’incendio? Il titolare Giuseppe Lancini se lo sta ancora chiedendo, visto che non ci sarebbe stato alcun corto circuito e nemmeno autocombustione. La pista più accreditata, su cui la giustizia dovrà verificare, è un atto doloso.