Tagli Regioni, Pro Lombardia: “Pietra tombale su nostra autonomia. Statuto speciale o indipendenza”

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Con i tagli previsti agli enti locali, calcolati in 930 milioni di euro solo per la Lombardia, il presidente del Consiglio italiano sancisce definitivamente il bluff del referendum per lo Statuto speciale della Lombardia. Matteo Renzi continua a mettere in atto il piano che ogni Governo di stanza a Roma ha per la Lombardia: toglierle risorse finanziarie e competenze. Sarebbe quindi decisamente paradossale – dice Giovanni Roversi, attivista del movimento Pro Lombardia Indipendenza – che proprio lo stesso Presidente del Consiglio conceda alla nostra regione un’autonomia fiscale pari a quella siciliana, come spera Maroni.

Per rendere operativa questa autonomia fiscale, è infatti necessario aggiornare la Costituzione italiana, notoriamente definita “rigida” per il complesso iter parlamentare previsto per modificarla. Serve una maggioranza di tre quarti degli attuali parlamentari decisi a donarci l’autonomia. In caso non vi fossero, si ricorrerebbe a un nuovo referendum da tenersi in tutto lo Stato italiano. Risulta palese a tutti che un Governo che taglia indiscriminatamente risorse ad una regione come la Lombardia, spingendola quindi ad alzare le tasse, non abbia il benché minimo interesse a donarle la completa autonomia fiscale. Ma la maggioranza di Palazzo Lombardia è in questi giorni impegnata a manifestare contro l’operazione “Mare Nostrum”.

Sarebbe anche opportuno ricordare che i problemi di gestione dei flussi migratori in Lombardia – continua Roversi – nascono dal continuo depauperamento delle nostre risorse finanziarie, che potrebbero venir spese per aumentare la sicurezza o l’integrazione ad esempio, e dall’impossibilità per le nostre istituzioni locali di gestire il detto fenomeno, in quanto prerogativa assoluta dello Stato italiano. Roberto Maroni deve quindi decidere se agire in futuro da “governatore” italiano in Lombardia oppure da presidente dei lombardi, curandone gli interessi. In questo secondo caso, sarebbe bene che intraprendesse la strada percorsa da Alex Salmond in Scozia o da Artur Mas in Catalogna: portare il proprio popolo a votare un referendum per la completa indipendenza. L’autonomia e lo Statuto speciale sono, come già spiegato in precedenza, chimere irrealizzabili – conclude l’attivista – e continuare ad intraprendere questo discorso non farebbe altro che generare dell’inutile e dannosa confusione tra i lombardi. Nella foto il volantino diffuso da Pro Lombardia Indipendenza