MILANO – Interventi per i giovani, 26 reti locali nelle province lombarde. Piano anche a Brescia

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“Sono 26 le reti locali nate sul territorio lombardo, attraverso il Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili”. L’ha annunciato oggi alla Giunta regionale l’assessore Antonio Rossi. “La sperimentazione della prima annualità dei Piani Territoriali 2012/13 – ha spiegato – ha interessato fondi per 2,2 milioni di euro a fronte di un valore complessivo degli stessi pari a circa 5 milioni di euro, con una media di cofinanziamento regionale pari al 40% del totale intervento. I giovani coinvolti sono stati circa 1,5 milioni. Al territorio è stato attribuito un ruolo centrale per lo sviluppo e la promozione delle politiche per i giovani, prevedendo risorse utili a generare un effetto leva a sostegno della programmazione locale. Sono state finanziate azioni di formazione e coaching per la rete, sistemi informativi territoriali, percorsi di socializzazione e aggregazione, di promozione alla salute e agli stili di vita sani, di cittadinanza attiva e di associazionismo, attività di orientamento e apertura al mercato professionale, anche attraverso contatti con imprese, attività commerciali e produzioni artistiche e ricreative”.

Il coinvolgimento dei diversi attori (pubblici, privati, profit e non profit) ha prodotto un sistema di governance in grado di favorire l’efficacia delle azioni in relazione ai reali bisogni del territorio e di superare la frammentazione degli interventi, promuovendo un approccio di sistema. “Sono stati oltre 1.200 i comuni lombardi, circa l’80%, che hanno aderito all’iniziativa – ha ricordato l’assessore – utilizzando strumenti e sedi di governance istituzionali (piani di zona, piani di governo del territorio etc) per attuare interventi a favore dei giovani. Il progetto ha coinvolto oltre 240 associazioni giovanili, 115 soggetti del privato sociale (cooperative sociali, terzo settore, associazioni di volontariato, fondazioni religiose e oratori, solo per citarne alcuni), così come anche la presenza di numerosi istituti scolastici, degli uffici scolastici provinciali e delle università”.

Oltre il 60% dei piani ha previsto la partecipazione, nell’attuazione degli interventi, dei soggetti del sistema economico: in totale 40 fra Camere di Commercio e loro aziende speciali, associazioni di categoria, incubatori d’impresa, imprese cooperative, banche e fondazioni bancarie. Tutte le province lombarde hanno attuato almeno un piano territoriale a favore dei giovani, aggregando in media oltre 100 comuni a piano. Le province con una risposta più vivace (più di un piano territoriale presentato) sono state Brescia, Milano, Bergamo e Varese. Il capofila è stato rappresentato da un comune nel 67% dei casi, nel 22% da un’azienda speciale consortile e nell’11% dalla comunità montana.

“E’ ora in fase di definizione – ha concluso l’assessore – la nuova programmazione territoriale, riferita alla seconda annualità dei piani territoriali 2014-15 che, muovendo dalla precedente esperienza e in coerenza con i principi generali del Fondo Nazionale Politiche Giovanili, sosterrà interventi diretti ai giovani proposti da Reti Locali consolidate”.