LOGRATO – “Sblocca Italia”, bassa e ovest bresciano temono trivellazioni. Riunione a Lograto

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La bassa e l’ovest bresciano temono che il piano di trivellazioni alla scoperta degli idrocarburi sotto il terreno e previsto dal Governo nel decreto “Sblocca Italia” possa rovinare i territori e provocare dissesti. Questa è la sensazione emersa in un incontro organizzato a Lograto pochi giorni fa, nel paese più coinvolto dai progetti di ricerca del gas. Sono 35, come riporta Bresciaoggi, i paesi coinvolti dal piano e venti di questi, quindi la maggioranza, hanno preso parte al tavolo tecnico convocato dal sindaco di Lograto Gian Andrea Telò per sviluppare un documento unanime.

L’idea di “bucare” il terreno per cercare nuove fonti di energia è nota da maggio, ma nel tavolo di lunedì scorso sono state date alcune informazioni e valutate soprattutto le conseguenze dal punto di vista geologico. Alla riunione erano stati invitati anche i rappresentanti del Governo e della Regione Lombardia, ma dall’esecutivo non è giunto nessuno, tranne, per il Parlamento, Alfredo Bazoli (Pd) e a rappresentare il Pirellone il consigliere Gianantonio Girelli (Pd).

Dall’incontro è emerso il fatto che la semplificazione delle procedure non vorrà dire non fare i controlli preliminari sull’ambiente e il modo in cui lavori di questo genere possano incidere, ma c’è anche l’esigenza di un piano regionale unificato per non esaminare ogni singola questione di Comuni o cordate. Tanto che i sindaci locali hanno chiesto una legge nazionale per regolare il settore. Il caso di Lograto, in realtà, è stato archiviato dalla Regione, ma il tavolo di riunioni coordinato dallo stesso comune andrà avanti, anche chiedendo conto alle istituzioni più alte.