NEWGEN VOICE – Bilancio sociale, bilancio partecipativo e cittadinanza attiva

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Bilancio sociale e bilancio partecipativo, spesso intesi come sinonimi, sono due realtà assai diverse sia sul piano concettuale che su quello metodologico. Mentre con il primo si resta nella sfera della democrazia rappresentativa, con il secondo si entra  a pieno titolo in quella partecipativa. Ma procediamo con ordine.

Il Bilancio sociale  è un documento, non obbligatorio, che affianca il bilancio consuntivo e la relazione di analisi della gestione.  Ha la finalità di spiegare al cittadino come sono state impiegate le risorse, a cosa sono stati destinati gli investimenti, quali progetti sono stati realizzati e con quali risultati. Non è più sufficiente, per esempio, dichiarare che un’opera pubblica è costata 3 milioni di euro. Diviene necessario spiegare il dato comunicando le categorie di persone a cui si rivolge, il grado di soddisfazione della cittadinanza, l’impatto ambientale, le caratteristiche tecniche e tutti gli altri aspetti rilevanti per gli stakeholders.

Se attuato secondo le sue reali finalità, e non come slogan per farsi belli agli occhi degli interlocutori, esso può realmente legittimare il ruolo dell’Amministrazione, in termini strutturali ma soprattutto morali, e concorrere a migliorare la qualità della vita della cittadinanza.

Vale altresì la pena ricordare che il bilancio sociale è noto anche come “specchio magico”. E, come tutti gli specchi, riflette ciò che si trova innanzi. A seconda delle intenzioni di chi lo redige può essere un valido mezzo di dialogo e gestione così come uno strumento di bassa propaganda e demagogia. Rischio tutt’altro che remoto che non va ignorato.

Per scongiurarlo, si rende necessaria una fusione tra il bilancio sociale e il bilancio partecipativo. La differenza fra i due strumenti è soprattutto di tipo programmatico: se il primo riguarda i bisogni, il secondo s’ispira alla sollecitazione dei cittadini a partecipare attivamente alla pianificazione ed alla programmazione del proprio ambito territoriale.

Il Bilancio partecipativo, stando alla fortunata definizione di Allegretti, è un “processo decisionale che consiste in un’apertura della macchina istituzionale alla partecipazione diretta ed effettiva della popolazione nell’assunzione di decisioni sugli obiettivi e sulla distribuzione degli investimenti pubblici“. E’, quindi, un metodo di formazione del bilancio preventivo che richiede la partecipazione diretta dei cittadini alla redazione di specifici capitoli di spesa nei limiti di quanto stanziato dall’Amministrazione pubblica.

Non è pensato per togliere lavoro ai politici comunali, ma per far valere le proposte, priorità e preferenze della comunità.  La predisposizione, discussione  ed approvazione  del  bilancio  di  previsione  resta uno dei compiti centrali della Giunta e del Consiglio. Ma, in aggiunta, i cittadini ottengono più occasioni per far sentire la propria voce presso le istituzioni.

A  parte  la  responsabilità  centrale  dei  rappresentanti politici,  tante  decisioni  finanziarie  dei  governi  territoriali  sono  soggette ad un‘intensa attività  di  lobbismo  nelle penombre  degli  organi  rappresentativi.  Il bilancio partecipativo si configura, allora, come un  meccanismo di difesa, in quanto offre ai semplici cittadini la possibilità di far valere proposte che vadano a vantaggio dell’intera collettività e non delle solite cricche.

Resta inteso che la procedura del bilancio partecipativo non è un evento singolare e neppure immediato. Si tratta di un percorso lungo ed articolato, che presuppone un forte coinvolgimento,  una spiccata preparazione civica ed un adeguato bagaglio cognitivo.

Richiede soprattutto la volontà di mettersi in gioco dei cittadini, tanto pigri quanto pronti a credere ai mirabolanti slogan dei politici di professione. Mentre è evidente che non si può più delegare al primo parolaio che passa, con la speranza di essere salvati.

Ci si salva da soli. Prima lo si capisce, prima si esce da questa palude. Che ci ha tolto il presente e che sta per toglierci il futuro.