BRESCIA – Maroni a tutto campo: Lombardia statuto speciale, Malpensa e ticket. A Renzi: “Qui niente sprechi”

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“La Lombardia è la capitale d’Italia, siamo la locomotiva del Paese, con tante eccellenze. Lunedì vedrò il presidente Renzi e gli dirò di non fare la sciocchezza di tagliare i trasferimenti, cosa che ha in mente di fare. Vanno ridotti i costi, tagliando gli sprechi e di sprechi in Lombardia non ce ne sono. A Renzi racconterò le tante bellezze della Lombardia e come spendiamo bene i nostri soldi, come li investiamo e la nostra capacità di attrarre investimenti esteri. Bisogna intervenire tagliando gli sprechi, ma quelli sono fuori dalla Lombardia, non qui: se lo facesse, qui sarebbe una dichiarazione di guerra e allora ci attrezzeremo”.

L’ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni intervistato dal direttore di “Panorama” Giorgio Mulè stamattina a Brescia durante l’iniziativa “Panorama d’Italia” in corso nel fine settimana in città. Il governatore lombardo lunedì 13 ottobre incontrerà il premier a Bergamo durante l’assemblea di Confindustria locale. E sul nuovo sistema delle camere di commercio che il Governo vorrebbe ridurre ha detto che “qui in Lombardia, servono, perché il 50% dei contributi che ricevono li mettono in un accordo fatto con la Regione per finanziare le imprese – continua Maroni – e questa iniziativa del Governo di dimezzare il contributo al sistema camerale significa che le Camere di commercio non avranno la possibilità di fare quello che hanno fatto finora a sostegno delle imprese”. Poi Maroni affronta anche il discorso del referendum sull’indipendenza di cui si sta discutendo in Veneto.

“In Veneto c’è una sensibilità maggiore verso l’indipendenza, per cui lo faranno. Io invece lo voglio fare sulla Lombardia Regione a statuto speciale e penso al modello della Sicilia. Perché la Lombardia ha una sua specialità: ha 10 milioni di abitanti e la Regione ha solo 3 mila dipendenti, mentre la Sicilia ha la metà degli abitanti e 30 mila dipendenti e, con tutto il rispetto, non credo che i servizi lì funzionino meglio che nella nostra regione.

Eppure la Sicilia ha uno statuto che dice che il 100% delle tasse pagate restano lì. Se avessimo noi questo statuto, il nostro bilancio regionale non sarebbe di 23, ma di 80 miliardi e con quelli potremmo risolvere tutti i nostri problemi. Per poter fare questo referendum serve una maggioranza di due terzi in consiglio regionale – ha ricordato Maroni – per cui dobbiamo convincere sei consiglieri dell’opposizione a votare a favore del referendum e, se ci riusciremo, lo faremo l’anno prossimo, può essere convocato entro il 28 di febbraio e tenersi in primavera”.

Durante l’intervista del direttore Mulé, Maroni affronta anche l’argomento della viabilità e delle grandi opere. “Nello Sblocca Italia ci sono soldi per molte infrastrutture al sud, ma poche risorse, praticamente briciole, per la Lombardia. L’unica cosa concreta che arriva qui sono i 210 milioni per la variante di Tremezzina, sul lago di Como, su cui però c’è un progetto che prevede un investimento di un costo di 330 milioni, quindi ne mancano 120 e questa è un’opera del Governo, non della Regione. Inoltre il decreto prevede che i cantieri vengano aperti entro l’agosto del 2015 che, per via dei tempi previsti dalle procedure, è impossibile, per cui mi sento preso in giro.

Noi abbiamo una differenza di un miliardo di euro alla settimana tra quello che paghiamo in tasse e quello che riceviamo – continua il governatore lombardo – perché abbiamo un residuo fiscale di oltre 50 miliardi l’anno. Ma se solo potessimo tenere qui in Lombardia i soldi che risparmiano i Comuni, ovvero quegli 8,5 miliardi che hanno in cassa e che non possono spendere, noi potremmo abolire l’Irap, che vale 8 miliardi, e questo per le nostre imprese sarebbe un importante aiuto concreto per crescere.

Il Consiglio dei Ministri finalmente, dopo nove mesi, ha approvato il piano degli aeroporti italiani, che vede Malpensa come l’hub strategico del nord ovest e Venezia quello del nord est, per cui noi dobbiamo investire su Malpensa, che non è una cattedrale nel deserto, perché oggi ha 13 milioni di passeggeri, ovvero quanto Linate e Orio al Serio messi insieme, ma attualmente sfrutta soltanto il 40% delle potenzialità. Dobbiamo finirla con la competizione tra aeroporti e territori – dice Maroni – adesso si tratta di collaborare, e noi siamo pronti a farlo come Regione, per fare in modo che tutti questi aeroporti, da Torino a Verona, si mettano insieme, creando una rete degli aeroporti del nord, specializzandosi ognuno e sfruttando le infrastrutture che già ci sono”.

E infine, si è parlato anche di sanità. “Abbiamo già iniziato a ridurre il ticket in farmacia, che è l’unico ticket che, come Regione, possiamo eliminare e infatti, da maggio, 800 mila cittadini lombardi non lo pagano più. Ma io voglio cancellarli tutti, perché i soldi li abbiamo: la Lombardia nella gestione della sanità, tramite i costi standard, ha avuto il riconoscimento della sua buona gestione con 506 milioni in più rispetto all’anno scorso, soldi che, appunto, voglio usare per continuare a ridurre i ticket. Un’altra parte di questi soldi – ha aggiunto il presidente – li abbiamo messi nell’operazione ‘Ambulatori aperti’, grazie alla quale, dall’1 settembre, tutti gli ambulatori delle strutture pubbliche e alcuni delle private restano aperti per esami e analisi fino alle 22 tutti giorni e il sabato e la domenica mattina e questo è un altro servizio utile per i nostri cittadini”.