MILANO – Punti nascite in Lombardia, delibera del Pirellone per più sicurezza e qualità

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Aumentare i livelli di sicurezza, migliorare la qualità e l’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita, attraverso un piano riorganizzativo dei punti nascita che interessa le aziende ospedaliere di Treviglio, Lecco e Melegnano. E’ quanto ha deliberato stamattina la giunta della Regione Lombardia. Le linee di indirizzo nazionali del 16 dicembre 2010 stabiliscono la razionalizzazione e l’ottimizzazione dei punti nascita con particolare attenzione a quelli che fanno registrare annualmente un numero di parti inferiore a 500. Da qui l’atto che vede direttamente interessati i punti nascita dell’ospedale civile “San Giovanni Bianco”, della “G.B. Mangioni Hospital S.p.A.” e dell’ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio che termineranno la loro attività al 31 dicembre.

“La letteratura medica da tempo conferma come per garantire più sicurezza nel percorso nascita – chiarisce l’assessore alla Salute Mario Mantovani – ci siano alcune condizioni fondamentali, sicurezza che non dipende esclusivamente dalla disponibilità di tecnologie all’avanguardia, ma soprattutto dall’esperienza di chi le utilizza. E come Regione noi intendiamo garantire proprio la massima sicurezza alle famiglie in uno dei momenti più belli della loro storia. La vita di ogni bambino per noi è fondamentale e prioritaria”. Da diversi anni i punti nascita dell’ospedale civile “San Giovanni Bianco”, della “G.B. Mangioni Hospital S.p.A.” e dell’ospedale “Uboldo” di Cernusco sul Naviglio registrano un numero di parti inferiore a quello indicato dalla normativa. “Senza aspettare direttive regionali, già i cittadini di questi territori privilegiano da anni altre strutture.

La Regione – spiega Mantovani, alla luce dei dati ufficiali – pertanto da una parte prende atto delle scelte di questi territori, dall’altra vuole valorizzare comunque le singole realtà andando a incrementare servizi e opportunità. Il percorso della nascita deve essere adeguatamente supportato, come giustamente richiestoci dai sindaci delle varie comunità interessate. In accordo con la dirigenza di Asl e ospedali locali, avvieremo così l’implementazione di attività ambulatoriali e di assistenza per donne e neonati, oltre che il rafforzamento del servizio di continuità assistenziale. Nel caso dell’ospedale di San Giovanni Bianco provvederemo in particolare al potenziamento di una serie di servizi di pronto soccorso e di emergenza più consoni alle esigenze di un territorio prevalentemente di montagna com’è quello di questa zona della bergamasca”. Nell’ospedale civile “San Giovanni Bianco” dell’Azienda Ospedaliera di Treviglio, dal 2011 al 2013 si è registrata una continua diminuzione del numero dei parti. Nel 2011 sono stati 216, nel 2012 sono stati 180, nel 2013 sono stati 162. In particolare nel 2013 sono stati 971 i nuovi nati da parte di residenti nei comuni che insistono territorialmente sull’ospedale di “San Giovanni Bianco”. Solo 162 le famiglie che hanno scelto questa struttura.

809 parti sono avvenuti altrove. Con la delibera approvata dalla giunta è stata accolta la proposta dell’Asl di Bergamo relativamente alla riorganizzazione del punto nascita dell’ospedale e nel contempo si dà mandato all’Azienda Ospedaliera di procedere agli adeguamenti organizzativi e strutturali previsti: potenziamento del servizio di anestesia e rianimazione per consentire di far fronte, anche in territorio di montagna, alle emergenze, rendendo più sicuro il Pronto Soccorso con la previsione di un affiancamento h24 di un anestesista al medico di turno; potenziamento dell’offerta dei servizi ambulatoriali per la diagnostica in gravidanza, l’ecografia ostetrica e ginecologica, la diagnosi preventiva in ambito ginecologico; potenziamento della diagnostica invasiva e della piccola chirurgia ginecologica. Al punto nascita della “G.B.Mangioni Hospital” di Lecco si registra una media parti inferiore ai 500 anno con un trend negativo negli ultimi anni. Nel 2011 sono stati 469, nel 2012 443, nel 2013 sono stati 441.

In particolare nel 2013 sono stati 816 i nuovi nati da parte di residenti nei comuni che insistono territorialmente su questo ospedale. Solo 441 i parti avvenuti all’interno della “G.B Mangioni Hospital”. Altri 375 parti sono avvenuti altrove. La delibera ha conferito all’Asl di Lecco il mandato di procedere agli adeguamenti organizzativi e strutturali, con particolare riferimento alle attività ambulatoriali al fine di mantenere elevato il livello di assistenza offerto ai cittadini, assicurare il potenziamento delle attività tese a garantire la continuità assistenziale, oltre ad un’attività di monitoraggio che consenta un puntale adeguamento dei punti nascita limitrofi coerente a criteri di sicurezza. Il provvedimento della giunta prevede anche la riorganizzazione complessiva dei punti nascita dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano, con la concentrazione in unico punto delle attività attualmente svolte presso i due presidi “Uboldo” a Cernusco sul Naviglio e “S. Maria delle Stelle” a Melzo.

La costituzione di un’unica unità organizzativa presso l’ospedale “S. Maria delle Stelle” a Melzo è fortemente favorita dagli elevati standard garantiti da questa struttura sanitaria. In quest’ottica si colloca, quindi, la decisione di potenziare le attività di tale presidio al fine di incrementarne ulteriormente l’attrattività per il territorio. La giunta ha quindi autorizzato l’Azienda Ospedaliera di Melegnano di procedere all’adeguamento delle attività ambulatoriali dei presidi di Cernusco sul Naviglio e Melzo, così da mantenere l’elevato livello di assistenza offerto alle donne ed ai neonati; potenziare le attività finalizzate alla continuità assistenziale ospedale/territorio; consolidare ulteriormente le attività ambulatoriali presso il presidio di Melzo al fine di incrementare l’indice di attrazione ed il numero di parti all’anno.