NEWGEN VOICE – iPhone 6, un lusso irrinunciabile. Alla faccia della crisi

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Compattissimo, 138×67 mm per 129 g di peso, con Display Retina HD Multi-Touch e fotocamera quasi migliore di quella di una digitale con foto da 1,2 megapixel, 5,5 pollici di schermo e sistema operativo iOS 8: stiamo parlando dell’iPhone 6, cellulare all’avanguardia di ultimissima generazione marchiato Apple.

Il nuovo gioiello della Apple ha fatto centro: come si prevedeva, sta riscuotendo in tutta Italia ma anche all’estero, un grandissimo successo. Immesso nel mercato italiano nei giorni scorsi, ha scatenato una vera e propria corsa, con code di appassionati pronti a sborsare centinaia di euro per il nuovo iPhone 6.

Centinaia di euro che a quanto pare la gente può ancora permettersi di spendere per un cellulare. Il lusso non sente la crisi, è evidente. A concederselo, tuttavia, non sono solo i ‘ricchi’ ma troppo spesso persone di medio-bassa estrazione sociale. Quasi come se il cellulare di ultima generazione fosse qualcosa di irrinunciabile.

In realtà, anche le vendite dei cellulari, a causa della crisi, hanno subito una lieve flessione. Dopo anni di crescita inarrestabile, secondo i dati di Agcom, nel periodo compreso fra aprile e giugno 2014 si sarebbe registrata una perdita, in Italia, di oltre un milione di utenze mobili. Continua invece a brillare l’iPhone, protagonista indiscusso del mercato. Basti pensare che nel giro di 24 ore sono giunti a casa Apple 4 milioni di ordini per il nuovo modello, preordinabile negli Usa già a partire dal 12 settembre.

Quanto cosa il nuovo iPhone 6? A seconda del modello, ed in base alle potenzialità, i prezzi da listino oscillano fra i 729 euro ed i 1.059 euro. Cifre da capogiro. Cifre che per la maggior parte degli italiani – rectius, di quegli italiani che hanno la fortuna di avere un lavoro – equivalgono approssimativamente ad un mese di stipendio. Eppure utenti di tutte le età si preparano, a cuor leggero, all’acquisto del nuovo gioiello. Vuoi perché il vecchio telefono non tiene la carica, vuoi perché rotto, vuoi perché è un modello ormai obsoleto. Vuoi perché l’iPhone 6 della Apple non ha eguali.

I telefoni cellulari da poche decine di euro stanno quasi scomparendo dal mercato, incontrando solo il gusto (e le tasche) di qualche anziano, generalmente costretto dai parenti a munirsi di un dispositivo per poterlo contattare. Quel che è curioso è il fatto che delle immense potenzialità dei telefoni cellulari di ultima generazione la maggior parte delle persone fa uso abituale solo di una piccola parte di queste, riducendosi ad utilizzare solo quelle funzioni minimali (sveglia, agenda, chiamate, messaggistica) che ogni dispositivo offre.

Si è soliti dire che le tecnologie sono al servizio dell’uomo ed è indubbio che il progresso tecnologico abbia consentito di apportare notevoli migliorie nella quotidianità delle persone. Ma, di questo passo – ed il passo è davvero breve – si arriverà ad una situazione paradossale, in cui l’uomo finirà con l’essere servo delle tecnologie – finché i soldi in tasca lo permetteranno, ovvio. Servo, in primis, del cellulare di ultima generazione, un irrinunciabile ‘mostro’ che poco a poco sottrae il tempo di vivere. Il tempo per due chiacchiere, per un incontro con un amico, per un caffè. Il tempo di ammirare un paesaggio, di vagabondare senza meta, di stare in solitudine. Quel tempo che – parafrasano Guccini – non ritornerà più.