MAZZANO – Caccia, denunciato bracconiere e due amici. “Era un campo di cattura”

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Nuovo caso di bracconaggio in provincia di Brescia, ma stavolta le valli non c’entrano. L’associazione animalista Anpana (Associazione Nazionale Protezione Animali e Natura) di Brescia e la polizia locale di Mazzano e Nuvolento hanno scoperto un grosso caso di uccellagione illegale.

In una cascina nella campagna di Mazzano, nella bassa bresciana, è stato trovato un vero e proprio impianto di cattura gestito da un 65enne locale che ha installato trappole a castello, bacchettoni, archetti e mini tagliole tra il terreno e gli alberi. Il caso ha insospettito l’associazione animalista, che dopo aver fatto degli appostamenti e scoperto l’arsenale, ha chiesto alla Polizia locale di intervenire.

Il blitz è arrivato venerdì e nell’occasione, in un congelatore sono stati trovati 500 uccelli catturati illegalmente, soprattutto specie protette come pettirossi, tordi e merli. E al bracconiere è stata comminata una denuncia per uccellagione e furto aggravato contro il patrimonio indisponibile dello Stato. Alcune specie scoperte sul terreno, ma non tipiche del posto, hanno indotto i forestali, coordinati dalla Procura di Brescia, a controllare nell’abitazione dell’amico del cacciatore.

Qui hanno trovato avifauna protetta viva in gabbie non tenute bene, uccelli morti e imbalsamati di specie protette. L’uomo è stato denunciato per maltrattamento di animali e l’indagine ha coinvolto un’altra persona che teneva il fucile dell’amico denunciato per detenzione impropria di arma.