MARCHENO – Parte: il paese si è riversato “Al di là del fiume sul dosso”

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E’ con i saluti delle autorità che alle 11 di ieri, domenica 5 ottobre 2014, si è aperta la giornata dedicata alla manifestazione “Parte: il borgo, la storia”, iniziativa realizzata con il patrocinio della Provincia di Brescia dal Comune di Marcheno in collaborazione con Treatro terrediconfine e la Comunità Montana di Valle Trompia e “nata – come qualche giorno fa aveva segnalato la collega Pia Grazioli  – sulla scia del successo raccolto gli scorsi anni attorno agli eventi realizzati nei borghi di Aleno, Cesovo e Brozzo, tutte frazioni di Marcheno”.

Ad aprire la mattinata e a prendere parola sono stati il sindaco, Diego Bertussi, l’assessore alla Cultura Roberto Gitti ed il presidente di Comunità Montana Massimo Ottelli; intervallate dalla Bandalpina che, intonando un “La va benone”, ha contribuito a diffondere note di festa, le autorità hanno passato la parola a Luca Fausti il quale, con Roberto Gitti, ha ricordato padre Giovanni Fausti, un “ragazzo del ’99, un sacerdote e – per riprendere le loro parole – un luminare gesuita” che negli anni ’40 si recò in Albania come rettore del seminario e lì morì da martire, “fucilato dai comunisti in Albania”, insieme con Daniel Dajani, padre gesuita di Blinisht, un’altra tra le tante vittime della dittatura: ecco le ragioni che hanno portato Marcheno, negli anni ’90, a stringere un gemellaggio con Blinisht, piccolo paese albanese.

Barbara Morandi, sindaco in uscita e assessore all’Urbanistica e all’Ambiente, ha sottolineato quanto industria e artigianato costituiscano un tessuto produttivo importante, discorso poi ripreso dal prefetto, Narcisa Brassesco Pace che, onorandoci della sua presenza, ha ricordato la vivacità e la produttività delle valli bresciane.

Dopo gli interventi di Elena Guerini, vicesindaco, e di Iole Peli, che per anni è stata assessore ai Servizi Sociali, la parola è passata al maestro di karate Mario Fausti – di cui potete scoprire di più cliccando qui  –  il quale ha presentato i suoi atleti dell’associazione sportiva Goshin karate-do Valtrompia. E’ stata poi presentata la polisportiva marchenese, con i rispettivi calciatori.

Tra i presenti anche il dirigente scolastico Valentino Maffina ed il presidente del gruppo Alpini di Marcheno, Mario Crescini, il quale ha spiegato come, dall’adunata sezionale svoltasi lo scorso anno, le sezioni di Marcheno, Brozzo e Cesovo, che raccolgono circa 200 penne nere, abbiano iniziato a lavorare in sinergia.

C’erano anche gli esponenti della Protezione civile, della Squadra Antincendio Boschivo, del Valtrompia Soccorso, dell’Avis e dell’Anpi. La mattinata si è conclusa alle 12,45 circa, sulle note della Bandalpina.

Ma il cuore della manifestazione ha preso vita nel pomeriggio: dalle 14,30 il paese si è riversato “Al di là del fiume sul dosso”, per prendere parte all’omonimo appuntamento curato dagli attori dell’associazione culturale “Treatro terrediconfine”.

Gli angoli della Parte, frazione marchenese, erano colorati da bancarelle che proponevano monili ed accessori fatti a mano, oggetti di modernariato quali chiavi, macchine fotografiche d’altri tempi, vecchie forbici, cartoline del secolo scorso, brocche e pentole di rame, numerose e differenti versioni del ferro da stiro che nonne e bisnonne utilizzavano riempiendolo con i carboni ardenti. Numerosi i manufatti d’artigianato, antichi e moderni, tra cui ricordiamo i capolavori realizzati col legno dalla bottega “El pica legn”.

Presenti anche i rappresentanti di molteplici associazioni culturali e gli Amici del Biondo, che da anni si impegnano nel mantenere vivo il ricordo di Andrea coltivando l’amicizia con Nanoro.

Dislocati per le viuzze c’erano banchetti che proponevano prodotti tipici, quali miele e formaggelle, un punto di rinfresco, organizzato dagli abitanti, ed un punto ristoro, allestito dal gruppo alpini.

La Bandalpina, il gruppo folkloristico di Collio, il Gruppo Stella, il Circolo delle Quinte e Walter con la fisarmonica si sono esibiti in concerti itineranti, suscitando qua e là frequenti applausi.

Due i punti a cura dal Sibca, il Sistema dei Beni Culturali e Ambientali di Valle Trompia: il video “Sentieri d’archivio: esplorazioni di caccia percorrendo i documenti”, proiettato in una stanza di “Casa Guerini”, e la mostra “Vedute: suggestioni paesaggistiche attraverso la fotografia di Gian Battista Bertelli”, allestita all’interno del cortile di “Casa Poli” ed illustrataci dalla dott.ssa Moroni; cinque pannelli erano dedicati agli aspetti che ogni giorno abbiamo sotto gli occhi, seppur in continua metamorfosi: la città, il fiume, il lago, la montagna e la pianura. Significativo il pannello con la sintesi del fondo Bertelli, conservato presso l’Archivio Storico della Caccia.

Gravitante attorno al tema della caccia, tradizione e passione ancora vivissima tra i marchenesi, anche il bel monologo recitato da Michele D’Aquila “Su al roccolo”, nel quale l’attore del “Treatro terrediconfine” ha vestito i panni di un cacciatore raccontandoci le abitudini di coloro che si alzano presto al mattino per attendere nei capanni le passate, preparano le cartucce, le brocche, la pastura… “storie di cacciatori”, come egli stesso ha detto, nel cortile di Casa Poli.

Altri i monologhi interpretati dagli attori dell’associazione culturale “Treatro terrediconfine”, per la regia di Fabrizio Foccoli: a Casa Fausti Franca Ferrari ci ha stupiti con “Terra madre”; nel cortile Ceresoli-Zubani Camilla Mangili e Susanna Martinelli ci hanno proposto “Chiacchiere di Parte”, narrazione di “donne su un paese prevalentemente agricolo che fa i conti con il cambiamento, la mutazione, le premesse al boom economico”, per riprendere le parole di Pia Grazioli.

Nel cortile Gabrieli-Muffolini Pietro Mazzoldi ha recitato “Ci vorrebbero cento anni”: vestendo i panni dell’alpino Luigi Fausti, ci ha accolti nel cortile mentre sistemava la legna e ci ha narrato episodi della vita di trincea: “Come faccio a raccontarvi il momento prima dell’assalto?”.

Nel portico di “Casa Zanetti”, Fabrizia Guerini ha recitato “Elastico e bottoni”, monologo nel quale ha interpretato la Pippi, leggendaria bottegaia che a Marcheno tutti conoscono e che tempo fa gestiva un emporio, in località Parte: “En büs – come è stato definito nel testo teatrale – ma ghe de tet!”.

La giornata, che è riuscita a radunare tutta quanta la comunità, si è conclusa alle 18,30 circa, con le danze popolari di Collio e il concerto della Bandalpina.

GUARDA LA FOTOGALLERY (DI LAURA DAMIANI)