MILANO – Sicurezza sul lavoro, Mantovani e Aprea ai formatori: “Si deve partire dalla scuola”

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“La scuola sicura. Lo sviluppo delle competenze di sicurezza nei curricula scolastici” è il titolo del convegno che si è svolto nella Sala Biagi di Palazzo Lombardia a Milano. L’intervento di apertura del corso di informazione e formazione, al quale partecipano gli organi dirigenti delle scuole lombarde, è stato affidato al vice presidente e assessore alla Salute lombardo Mario Mantovani. “Per sviluppare una sana cultura della prevenzione e dei corretti stili di vita è essenziale introdurre i temi della salute e della sicurezza nella formazione dei nostri ragazzi che saranno i cittadini adulti di domani. In Italia, nel 2013, gli infortuni sul lavoro – ha aggiunto – sono stati 607.493 e le malattie professionali 51.334.

In Lombardia, nello stesso anno, gli infortuni occorsi sul lavoro sono stati 108.554 e le malattie professionali 3.240 (e questo dato tenendo conto di ciò che rappresenta la Lombardia in termini di produzione lavoro in rapporto al resto del paese). Il costo annuale di infortuni e malattie è pari al 3% del Pil nazionale. Oltre a insegnare a leggere e a scrivere e a fare i conti, sin da piccoli, bisogna insegnare ai ragazzi la cultura della salute. Perché è soprattutto una questione di cultura: la prima forma di sicurezza è infatti avere l’intelligenza e l’accortezza di essere attenti alla realtà che ci circonda e ad esserne responsabili. Per sé e per gli altri”.

All’intervento di apertura del vice presidente Mantovani ha fatto seguito quello dell’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea che ha parlato di come “salute e sicurezza rappresentano un binomio di valori fondamentali per una società che voglia definirsi ‘civile'”. L’assessore Aprea ha inoltre sottolineato quali sono le linee guida che tracciano il percorso di questa iniziativa che vede coinvolti diversi soggetti e organizzazioni istituzionali. Il progetto “La scuola sicura” costituisce un contributo per realizzare un punto di incontro tra il mandato della scuola e il mandato delle istituzioni a tutela della salute e sicurezza, che è riconosciuto nell’esigenza di sviluppare nei giovani abilità trasversali applicabili a vari ambiti e temi (life skills).

“La scuola è chiamata infatti, – ha chiarito l’assessore – a sviluppare le competenze chiave per la cittadinanza, così come le istituzioni sono chiamate a promuovere iniziative rivolte ai cittadini e ai lavoratori con particolare riguardo al target dei giovani. Il progetto ha, però, un valore aggiunto rappresentato dal metodo che lo contraddistingue in tutte le sue parti. Dopo una attenta ricerca viene realizzato, infatti, uno strumento didattico ampio e flessibile che si articola a seconda dei destinatari” ha concluso ricordando che il processo di formazione si completerà con l’estensione e il concreto coinvolgimento anche delle famiglie. Il progetto si articola, dunque, in varie fasi e in diverse attività a partire dalla scuola dell’infanzia per finire con le superiori: le attività svolte saranno differenti a seconda dell’età a cui il corso si rivolge, ma tutte avranno come finalità riconoscere, valutare, gestire, prevenire il rischio, il pericolo, il danno, per arrivare a formare persone più responsabili e attente.